Un tweet al fulmicotone sparato dal cuore della Emilia Romagna rossa: “Enrico Letta come altri. Non c’è ragionamento. Da donna, sono offesa dall’utilizzo strumentale del tema parità. Avrei preferito che dicesse che non si fida dei due capigruppo, che non sono i capigruppo che vuole, qualsiasi cosa. Ma NON che utilizzasse il tema parità a vanvera”. Che botta al nuovo segretario del Pd dalla bella consigliera emiliana Katia Tarasconi, alla sua seconda legislatura da consigliere regionale eletta proprio nel Pd.
La Tarasconi è una delle esponenti più vicine al governatore della Regione, Stefano Bonaccini, che è anche il vero candidato segretario per il prossimo congresso del partito previsto dopo la transizione guidata dall'attuale reggente. La Tarasconi non è la sola nel Pd ad avere vissuto con fastidio la forzatura di facciata del segretario ad interim sul cambio dei capigruppo parlamentari del partito per fare posto a due donne. E lo fa sapere senza mezzi termini. In un modo che rende ben evidente la strada tutta in salita che Letta troverà nel partito, dove pensava di essere accolto come un salvatore della patria. Evidentemente ha sottovalutato i suoi, che non sono disposti a bersi tre slogan per il battimani. Anzi, quelle poche cose dette sullo ius soli, sul voto ai sedicenni e sulle quote rosa sono sembrate ai più specchietti per le allodole quasi offensivi per la classe dirigente del partito...
