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corteggiamento

Tra Giuseppe Conte e Silvio Berlusconi c'è aria di bunga-bunga

A volte le scintille si vedono da lontano. E il ricordo va alla Camera dei deputati, interno giorno, primavera 2018. Giuseppe Conte sta incontrando i partiti nella faticosa gestazione del primo governo da lui guidato (quello tra M5S e Lega). È il turno di Forza Italia, pare che Berlusconi abbia avuto, in quell’occasione, un piccolo incidente, sbattendo il naso sulla porta di un ascensore. Medicato, avrebbe esordito così con il presidente del Consiglio in pectore: «Sarei venuto a conoscerla anche dissanguato». Il salto temporale va a ieri. Ecco «Il Giornale», quotidiano di casa Berlusconi, che propone su due pagine piene e partenza in prima un’intervista a tutto campo al Presidente del Consiglio, passato nel frattempo alla testa di una maggioranza di centrosinistra. Per approfondire leggi anche: Conte chiede aiuto a Berlusconi e a Sallusti. Ira M5s, poi il dietrofront «Apre a Forza Italia. E a tutti quelli che ipotizzano la nascita di un governo "diverso" scrivono il direttore Alessandro Sallusti e Adalberto Signore nell’introduzione al colloquio. Che contiene qualche lucina buttata qui e là, tipo questa: «Ho apprezzato l’atteggiamento costruttivo e responsabile di Forza Italia, tanto nell’emergenza coronavirus, quanto nei rapporti con l’Europa». Dunque, il sintomo di un modo di concepire l’opposizione su due livelli: da un lato lo scontro intransigente verso Lega e Fratelli d’Italia, dall’altro il confronto verso la creatura berlusconiana. Ulteriore lucina accesa risiede in un ulteriore passaggio del testo: «Quel che davvero serve al Paese - dice Conte - è avere un governo sostenuto da forze che maturino la piena convinzione che l’opera di ricostruzione sarà tanto più efficace se tutti lavoreremo nella medesima direzione, con forte coesione e lungimiranza. Questo compito deve spettare alla politica, intesa con la "P" maiuscola». Parole che senz’altro mostrano da parte di Conte il tentativo di provare l’en plein, verso l’ennesima mutazione. Da Avvocato del Popolo a demiurgo di un nuovo centrosinistra, da paladino dell’emergenza Covid (con disastri vari e conclamati, dalle scelte sui Dpcm agli avvitamenti sulle misure politiche sino alla proliferezione surreale delle task force), sino a guida di un’Italia che, da maggio (almeno si spera) in poi, proverà a rinascere. L’incognita, però, dei numeri malandrini e nella concorrenza. Sì, perché l’insofferenza di Italia Viva, guidata da Matteo Renzi, è alquanto palese. Che, allora, aleggi la suggestione del soccorso azzurro? L’ ipotesi in realtà, è più volte affiorata in questa legislatura, come un fiume carsico. E sempre smentita. Ancora ieri, Antonio Tajani, vice presidente di Forza Italia, ha pubblicato un tweet dai contenuti molto chiari: «Forza Italia è e resterà all'opposizione del governo Conte, che è un governo di sinistra. La nostra disponibilità istituzionale a collaborare ha come unico fine la tutela della salute dei cittadini e la difesa dell'economia italiana. Nessun sostegno politico». E però, di certo, un piccolo archivio di messaggi concilianti da parte di Berlusconi si è formato, nelle ultime settimane: «Questo non è il momento della polemica politica. Questo è il momento di stringersi intorno alle istituzioni, l’opposizione non deve fare ostruzionismo», diceva appena sei giorni fa, a Di Martedì, il leader di Forza Italia. «Noi abbiamo offerto tutta la nostra collaborazione» al governo, tuttavia «siamo e rimaniamo all’opposizione. Il nostro giudizio sul governo Conte non è cambiato, ma nell’emergenza, come in guerra, un’opposizione responsabile si stringe attorno alle istituzioni», ha detto venerdì a Radio Subasio. Insomma, nei tempi in cui la liquidità esiste (purtroppo) solo per le posizioni politiche, vale il chi vivrà vedrà. E di certo appare lontanissima un’altra istantanea, del dicembre 2018, alla cerimonia di auguri del Quirinale. Conte fa per salutare Berlusconi, che platealmente lo ignora. Pare trascorsa una vita. Come tutto, del resto, prima del Covid.

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