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La controffensiva

Conte dà l'ultimatum all'Ue: dieci giorni per battere un colpo

Il governo insoddisfatto della gestione europea della crisi: "Trovare una soluzione adeguata". Spunta l'asse con Spagna e Francia

Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte

L'Unione europea ha dieci giorni di tempo per trovare una soluzione adeguata all'emergenza coronavirus. E' un vero e proprio ultimatum quello che arriva dal governo italiano all'indirizzo della Commissione di Bruxelles. Il premier Giuseppe Conte, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, non è per niente soddisfatto della gestione comunitaria della crisi del covid-19, e - forte dell'appoggio del premier spagnolo Pedro Sanchez e delle aperture di Francia, Grecia e altri Paesi - chiede a gran voce un immediato - dieci giorni, per l'appunto - cambio di passo. Non che quanto fatto finora sia tutto da buttare: il capo del governo ci tiene anzi a "ringraziare per il lavoro fatto" e però "non accetta il draft preparato nonostante gli sherpa italiani avessero ottenuto quasi tutto, compresa l’eliminazione di qualsiasi riferimento al Mes". Il punto è che "nessuno pensa a una mutualizzando e del debito pubblico. Ciascun Paese risponde per il proprio debito pubblico e continuerà a risponderne", a maggior ragione l'Italia che "ha le carte in regola con la finanza pubblica", avendo chiusi il 2019 "con un rapporto deficit/Pil di 1.6 anziché 2.2 come programmato". 

Ma non è con i metodi tradizionali che si può superare questa crisi: "Qui si tratta di reagire", sottolinea Conte, "con strumenti finanziari innovativi e realmente adeguati a reagire a una guerra che dobbiamo combattere insieme per vincerla quanto più rapidamente possibile". Quello che serve è "una risposta forte ed adeguata, una risposta che "dobbiamo ai nostri cittadini e in definitiva alla stessa Europa". " Che diremo ai nostri cittadini", si chiede il premier, "e l’Europa non si dimostra capace di una reazione unitaria, forte e coesa di fronte a uno shock imprevedibile e simmetrico di questa portata epocale?". E ancora: "come si può pensare che siano adeguati a questo shock simmetrico di così devastante impatto strumenti elaborati in passato, che sono stati costruiti per intervenire in caso di shock asimmetrici con riguardo a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi?".

Sia chiaro: nessuno può permettersi di pensare solo a se stesso: "Se qualcuno dovesse pensare a meccanismi di protezione personalizzati elaborati in passato", scandisce il presidente del Consiglio, "allora voglio dirlo chiaro: non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno! Le conseguenze del dopo covid-19 vanno affrontate non nei prossimi mesi ma domani mattina".

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