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"Renzi doveva rottamare la sinistra ma è stato quello che l'ha resuscitata"

Parla Anna Maria Bernini presidente dei senatori di Forza Italia: "La nostra collocazione deve essere accanto agli alleati di sempre"

Pietro De Leo
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Presidente Bernini, meno due alle elezioni in Umbria. Il centrodestra sembra ben messo, ma Forza Italia? «Vogliamo centrare un obiettivo storico: la conquista di una regione rossa. Ma non solo. Vogliamo subito mettere il piombo nelle ali all'accordicchio tra Pd e Cinque Stelle. Un'ammucchiata di estrema sinistra che sta producendo danni irreparabili e che in Umbria assume aspetti grotteschi: i denuncianti che si alleano con i denunciati. Ed hanno anche la faccia tosta di presentarsi come forze del cambiamento. Forza Italia sarà determinante per vincere, in Umbria come altrove». Lo scorso fine settimana è trascorso tra la gioia della piazza e un po' di asprezze dietro le quinte. Berlusconi ha stigmatizzato le assenze da Piazza San Giovanni, tra cui Mara Carfagna... «Forza Italia è sempre stato un partito di ispirazione liberale. Io credo che sia stato giusto essere a San Giovanni, che era piena di persone positive e di famiglie che vedono più in là della politica, e che chiedono al centrodestra di restare unito. Questo popolo va ascoltato. La collocazione di Forza Italia deve essere accanto agli alleati di sempre. Riaffermando la sua forte identità, perché due sovranismi da soli non fanno un governo. Ogni scelta diversa sarebbe un salto nel buio non solo per noi, ma per il Paese». In questo momento, Forza Italia è bersaglio di un'opa Renzi. Qual è la chiave per respingerla? «Renzi è un illusionista. Doveva rottamare la vecchia sinistra e invece l'ha resuscitata ricompattando vecchi e nuovi nemici entrando al governo con loro. Ora si è messo a fare la sirena centrista, cercando di confondere i naviganti, che però non sono ingenui: Italia Viva non è l'Arca di Noè che salverà i naufraghi della politica. Renzi assomiglia a un navigator in grado solo di formare una lista di precari». Però anche Lega e Fratelli d'Italia guardano molto al mondo moderato, e parlano molto di fisco. Oggi quindi avete l'esigenza di rilanciare una proposta qualificante, quale potrebbe essere? «È una questione di obiettivi e di mezzi per raggiungerli. Il nostro obiettivo è tagliare le tasse, ridurre la spesa pubblica, liberalizzare settori chiusi. E soprattutto, basta assistenzialismo. Il reddito di cittadinanza è una iattura per l'Italia: ha paralizzato il Paese, demotivato i nostri giovani che avrebbero invece bisogno di nuovi stimoli. In risposta al reddito di cittadinanza, insieme a tutti i senatori di Forza Italia ho presentato il ddl 'merito al merito': incentivi, prestiti e borse di studio per l'alta formazione, un fondo start-up per imprese innovative, e percorsi di ritorno per i cervelli in fuga». Piazza San Giovanni ha visto un centrodestra unito, dopo molte conflittualità. Basta una iniziativa comune per spegnerle? «San Giovanni ha ricementato il centrodestra dopo un anno e mezzo di inevitabili tensioni. Un nostro alleato era al tempo stesso al governo con i Cinque Stelle. In più abbiamo vissuto un clima da campagna elettorale permanente. La piazza è servita, ma il vero collante della coalizione è la buona amministrazione delle regioni e di centinaia di comuni. Se il centrodestra è maggioranza stabile in tutti i sondaggi, lo si deve soprattutto a questo. Ai cittadini che chiedono risposte ai problemi quotidiani e che premiano il centrodestra che è in grado di risolverli». Ad una manovra che è un puzzle di nuove tasse si aggiungono le liti continue nella maggioranza. E' prevedibile una fine a breve del governo? «Più che altro è auspicabile per il bene del Paese. Il governo ha gettato la maschera certificando cinque miliardi di nuove tasse nella lettera di spiegazioni all'Ue. Tassa e spendi è un refrain che si reitera ancora una volta. Questa è la vera natura di una manovra senza coraggio, che mantiene tutte le spese improduttive e impoverisce famiglie, lavoratori, imprese. Più tasse e più manette è l'equazione perfetta del governo a Cinque Stelle. La storia insegna che l'unico antidoto all'evasione fiscale è il taglio delle tasse».

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