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"Mandiamo a casa gli incapaci". Salvini show nella piazza di tutti

Il leader della Lega sale sul palco tra gli applausi

Silvia Sfregola
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Duecentomila persone. Donne e uomini che rappresentano «il popolo contro le élite, il palazzo chiuso a Chigi e nella Leopoldina, nel salotto Rousseau». Matteo Salvini chiama a raccolta i suoi elettori e i rappresentanti dell'intero centrodestra, riempe la piazza San Giovanni un tempo simbolo della sinistra, e promette di tornare al potere. Servirà pazienza, ma «la calma è la virtù dei forti - scandisce il leader del Carroccio - questo periodo ci serve per studiare, per incontrare, per ragionare». Sul palco ci sono anche Silvio Berlusconi di Forza Italia e Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia. Si parla più volte di squadra. Berlusconi parla di «Nazionale della Libertà». Lo stesso ex ministro dell'Interno, adesso, sottolinea che si vince uniti. Forse il 19 ottobre sarà ricordato come momento simbolico che ha ricompattato il centrodestra, coalizione che potrebbe vincere molte delle prossime competizioni regionali, a partire dall'Umbria, che andrà alle urne domenica prossima. La piazza, o almeno una sua parte, contesta il giornalista Gad Lerner, divenuto simbolo degli avversari di sinistra. Ma poi, in maniera molto più veeemente, i manifestanti mandano un sonoro vaffa a Beppe Grillo, messo alla berlina da Meloni assieme alla sindaca di Roma Virginia Raggi. Salvini affianca la prima cittadina al governatore del Lazio (e segretario dem) Nicola Zingaretti: li chiama duo sciagura, Gianni e Pinotto, scaldando i motori per una campagna elettorale permanente e senza sconti. L'esecutivo giallo-rosso, con i suoi programmi per la prossima manovra, viene criticato a tambur battente, bollato come «governo delle tasse» o «governo delle manette» da Silvio Berlusconi. Il Cav, in particolare ricorda di aver manifestato proprio in piazza San Giovanni, nel 2006 per far caedere il governo Prodi, cosa poi accaduta. Adesso, incalza l'ex premier, è il momento di mandare «l'avviso di sfratto al governo delle 5 sinistre». Sul palco si susseguono i governatori del centrodestra, compreso quello ligure Giovanni Toti, fuoriuscito da Forza Italia. Il collega veneto Luca Zaia fa discutere quando dice che alle forze dell'ordine bisognerebbe «togliere il galateo e riconsegnare il manganello». Le polemiche continuano pure per la presenza di diversi rappresentanti degli estremisti di destra di CasaPound: molti di loro arrivano a San Giovanni dal vicino palazzo occupato vicino alla stazione Termini. Ma Salvini, dopo un lungo intervento identitario, sovranista e antigovernativo, percorso da citazioni di Oriana Fallaci, Voltaire, don Gnocchi, fa notare che grossi incidenti non ce ne sono stati: «Con noi in piazza -sostiene- i poliziotti sono sorridenti, sono nostri fratelli». In chiusura di kermesse, mentre il tramonto raffredda i manifestanti, parte 'All'alba vincerò', nuovo inno del Capitano. La squadra del centrodestra, in effetti, pare ricompattata. La notte prima della vittoria, invece, sembra ancora lunga. mbb

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