«Quanto durerà?». È questa la domanda che da ieri in Transatlantico si pongono tutti i deputati. Tanto quelli della maggioranza, con sentimenti contrapposti (più preoccupati quelli grillini, più impazienti i leghisti), tanto quelli dell’opposizione. L’improvvisa schiarita tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio ha stupito un po’ tutti. Perché dopo la traumatica interruzione del vertice sul dl Sblocca cantieri, lunedì sera, l’impressione generale era quella di una pietra - quella della crisi - che aveva cominciato a rotolare sempre più velocelemente verso la valle della crisi. Al punto che in tanti si esercitavano già con la calcolatrice per capire quali fossero le reali possibilità di andare al voto a settembre o addirittura a luglio. Poi la telefondata del capo politico dei Cinquestelle al leader della Lega, intorno alle 10 di ieri mattina, ha modificato totalmente il quadro, almeno nell’immediato. I due non avevano un colloquio così franco e lungo da ormai svariate settimane, sebbene già lunedì, dopo il «discorso dell’ultimatum» di Conte, si fossero scambiati alcuni messaggini. La ricucitura dei rapporti è apparsa sincera ai fedelissimi, seppur ovviamente faticosa dopo un gelo così prolungato. Fatto sta che il contatto ha subito dato i suoi frutti, con la maggioranza che è stata capace di ricompattarsi sulle due divergenze più immediate. La Lega ha ottenuto la sospensione «parziale» del Codice degli appalti per due anni, i Cinquestelle un via libera sostanziale al «Salva Roma» sebbene subordinato all’estensione del provvedimento a tutti i Comuni in difficoltà. Così è avvenuto un qualcosa che mancava da tempo: una nota congiunta dei due capigruppo al Senato dei partiti di maggioranza - Patuanelli e Romeo - per salutare con favore l’esito positivo delle trattative sui provvedimenti... SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE CLICCA QUI
Una telefonata allunga la vita a Conte
Finalmente Di Maio-Salvini si parlano via smartphone. E sbloccano appalti e Roma. Il grillino sale al Colle per dire che (per ora) si va avanti. Disponibile pure al rimpasto
