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Gli ultimi sondaggi fanno sparire i socialisti

In Italia, Germania Austria e Polonia in vantaggio i partiti che sostengono la commissione Ue ma crescono i populisti

Gli ultimi sondaggi sgonfiano i populisti

Salvini e Le Pen

Ancora poche ore e, a mezzanotte, scatterà lo stop alla pubblicazione dei sondaggi elettorali in vista delle elezioni Europee. Ed è dunque Enrico Mentana, direttore del Tg di La7, nell'edizione serale del notiziario a fornire al “fotofinish” lo stato dell’arte delle potenziali percentuali dei partiti, allargando lo spettro anche ad altri partiti europei. La rilevazione è stata realizzata da SWG. 

Italia
La situazione di casa nostra vede in prima posizione la Lega. A oggi, 10 maggio, si piazza sul 30,5%, con un lievissimo calo rispetto al 6 maggio, quando si attestava a 30,7%. Seguono i soci al governo, M5S, 22,7%, stabile rispetto a quattro giorni fa. A un’incollatura, poi, troviamo il Pd, 22,5% in lieve crescita dello 0,3%. Stesso trend per Forza Italia, che passa al 9,4%, dal 9,1 del 6 maggio. A seguire c’è Fratelli d’Italia, che arriva al 4,7, in crescita di 0,1%. Il gruppo di coda, secondo la rilevazione, comprende tutti partiti che non raggiungono il 4%, soglia necessaria per avere una rappresentanza a Strasburgo. La formazione “Sinistra”, che comprende Sinistra Italiana e Rifondazione, si attesta sul 2,7%, in calo di 0,1. Gli ultraeuropeisti di +Europa vanno appena sotto, 2,6%, perdendo 0,1. Europa Verde fa 1,7%, anche in questo caso -0,1%. Altre liste otterrebbero in totale il 3,2%. In tutto questo, la quota di indecisi si attesta sul 17%. La stima dell’affluenza, invece, si aggira su una forbice tra il 58-62% 

Francia 
Altro Paese centrale nel dibattito europeo, per via della leadership di Macron che ha subito i contraccolpi dei gilet gialli e di una spinta sovranista da non sottovalutare. E infatti il primo partito è il Rassemblement National di Marine Le Pen, che andrebbe al 24%. A seguire c’è la formazione proprio di Macron, 22%. Poi i gollisti, “les Republicains” con il 14%. A seguire le formazioni di sinistra, tutte sotto il 10%. Apre la schiera “La France Insoumise”, guidata da Jean-Luc Mélenchon, che si attesta sull’8%. Seguono i verdi, al 7%. Chiudono la fila i socialisti, attestati sul 5. Dato da non sottovalutare, perchè in Francia lo sbarramento è al 5%, e dunque,  almeno secondo le previsioni, è concreto il rischio di vedere fuori da Strasburgo il partito che prima di Macron esprimeva l’inquilino dell'Eliseo.

Germania
Qui, il patto CdU-Csu si attesta al primo posto, indiscusso, con il 28%. Secondi arriverebbero i Verdi, 19%.  Subito dopo i socialdemocratici di Spd, 15%. Dopo si piazzerebbe il partito identitario sovranista Afd, con il 13%. Agli ultimi posti la Linke, sinistra, 8% e i liberali al 7%.

Austria
Qui vediamo un gruppo di testa con i componenti separati tra loro da non grandi differenze di consenso. In testa, i popolari del Cancelliere Sebastian Kurz, al 29%, a seguire i socialdemocratici con il 27% e il partito conservatore Fpo (Partito della Libertà), con il 26. Molto, molto dietro i Verdi all’8% e i Liberali al 7. 

Polonia
Qui, con un larghissimo consenso guida Diritto e Giustizia, il partito conservatore che esprime il Presidente e il Primo Ministro della Polonia: 41,8%. Pochi punti più dietro, si trova Coalizione Europea (che comprende forze di diversa estrazione culturale ma tutte filo europeiste) al 38,2. A seguire Primavera, formazione progressista, attestata su 8,9%.   

 

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