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LA PACCHIA È FINITA

Norme durissime per immigrati irregolari e che delinquono. Stretta sui rimpatri, stop ai permessi per motivi umanitari e ai profughi vacanzieri

Dario Martini
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Il ministro Salvini porta a casa il decreto sicurezza. Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri contiene molte novità soprattutto in materia di immigrazione. È prevista la possibilità di sospendere le domande d'asilo per gli stranieri condannati in primo grado. C'è poi la stretta sui permessi di soggiorno per motivi umanitari, la revoca della cittadinanza per chi ha ricevuto una condanna per terrorismo e l'esclusione dei richiedenti asilo dai centri Sprar. Il ministro dell'Interno non fa in tempo ad annunciare le nuove misure che già rilancia: «Entro ottobre taglieremo anche i 35 euro (il costo dell'accoglienza al giorno per ogni rifugiato, ndr), garantendo tutti i servizi essenziali con una cifra di molto inferiore che penso possa arrivare intorno ai 20-22 euro. Ci sarà circa un miliardo di risparmio a vantaggio degli italiani che io voglio reinvestire assumendo nuove forze dell'ordine». Ora il decreto passa all'esame del Quirinale. C'è chi ha paventato possibili elementi di incostituzionalità, soprattutto nella parte in cui vengono sospese le richieste di asilo per chi è sottoposto a procedimenti giudiziari per alcuni reati. Il premier Conte, che ha presentato il provvedimento insieme a Salvini, mette le mani avanti: «Quando c'è un decreto, cortesia istituzionale prevede che si anticipi i contenuti. Cosa che è stata fatta anche in questo caso: c'è stata una interlocuzione. Non dico che Mattarella abbia approvato, non sarebbe rispettoso del galateo istituzionale. Il presidente avrà tutto l'agio di fare eventuali rilievi». A Salvini sta a cuore sottolineare come la nuova normativa sia strettamente legata al contrasto agli sbarchi e alla chiusura dei porti: «Il primo gennaio di quest'anno c'erano ospiti negli alberghi, nelle caserme e negli ostelli in giro per l'Italia 183 mila richiedenti asilo. A stasera, sono scesi, grazie anche alle nostre politiche di contrasto agli scafisti, a 152 mila. In soldoni, vuol dire 30 mila in meno, che moltiplicato per i famosi 35 euro al giorno, vuol dire 1 milione di euro di risparmio al giorno». Limitare l'analisi del decreto solo al tema immigrazione sarebbe un errore. Anche il comparto «sicurezza» introduce importanti disposizioni che si rivolgono in tre direzioni: lotta al terrorismo (stretta sul noleggio di furgoni che potrebbero essere utilizzati per attentati terroristici), contrasto alla criminalità mafiosa (rafforzati gli scambi di informazioni tra autorità amministrativa e giudiziaria) e potenziamento dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati alla mafia. È confermato anche l'utilizzo del taser, la pistola elettrica, da parte della polizia municipale e l'introduzione del "daspo" urbano. Come prevedibile, non sono mancate le grida d'allarme delle opposizioni. Piero Grasso di LeU lo ritiene un «decreto razzista», Emanuele Fiano del Pd lo bolla come una «miscela di propaganda e superficialità». Più cauta Forza Italia, per il senatore Maurizio Gasparri «il decreto sarà attentamente valutato da FI. Ciò che coincide con i programmi politici-elettorali del centrodestra, che furono sottoscritti da Berlusconi e Salvini, troverà la nostra convinta approvazione». Intanto, il segretario della Lega tira dritto. E annuncia un altro provvedimento destinato a scatenare forti polemiche: «Farò di tutto perché entro la fine dell'anno sia garantito il diritto alla legittima difesa».

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