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comunali 2018

Elezioni amministrative, affluenza in calo. Tremano il Pd e la Raggi

Polemica per un tweet di Salvini a urne aperte

Amministrative, affluenza sopra le previsioni. Tremano il Pd e la Raggi

Affluenza in calo per le elezioni Comunali. Come da tradizione l'affluenza è stata più alta al nord mentre il fanalino di coda è la Basilicata. Al voto per il primo turno delle amministrative in 761 Comuni, di cui 20 sono capoluogo: Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Brindisi, Catania, Imperia, Massa, Messina, Pisa, Ragusa, Siracusa, Siena, Sondrio, Teramo, Terni, Trapani, Treviso, Vicenza, Viterbo. Il secondo turno è previsto il 24 giugno. Sono chiamati a votare 6,7 milioni, cui se ne aggiungono altri 290mila che rinnoveranno il Terzo e l’Ottavo Municipio di Roma. Si tratta di un test importante, seppur parziale e locale, per misurare il peso delle forze politiche dopo l’intesa di governo M5S-Lega. Non solo. I ritultati nei due municipi della Capitale potrebbero diventare un avviso di sfratto alla sindaca Virginia raggi. Anche il Pd in bilico nella provincia di Roma e a Viterbo. M5S e Lega corrono separate con la Lega ancora alleata di Forza Italia, mentre il Movimento - forte sul piano nazionale - si è spesso rivelato debole nelle sfide a livello comunale e qualche volta nemmeno ha presentato suoi candidati.

E' polemica intanto per un tweet di Matteo Salvini a urne aperte. «Buon voto a tutti i cittadini che, in oltre 700 comuni, hanno la fortuna di poter eleggere il proprio sindaco. Se poi arriveranno tanti voti per la Lega sarà un bel segnale politico a chi fa cortei al grido di "Salvini assassino" bruciando le nostre bandiere e una risposta chiara a tutti gli intellettualoni, giornalistoni, chiacchieroni e rosiconi della sinistra secondo i quali in 7 giorni avremmo già dovuto rimediare ai quasi 7 anni di governi del Pd #oggivotoLega», scrive su twitter il ministro dell’Interno e leader della Lega. Netta la risposta del segretario reggente del Pd, Maurizio Martina. «È grave che a seggi aperti per le elezioni comunali proprio il ministro dell’Interno si lanci nell’ennesimo spot elettorale per il suo partito. In nessun paese moderno ciò sarebbe consentito. Abbiamo due vicepremier che anziché governare nell’interesse generale pensano solo alla propria propaganda di partito e questo segna una deriva pericolosa che non può essere sottovalutata», schermaglie che ora lasceranno spazio allo spoglio delle schede.

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