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5 Stelle nel caos

Chiesto il processo per il sindaco di Bagheria

E' accusato di falso e abuso d'ufficio

Il sindaco del Movimento Cinque Stelle di Bagheria “deve essere processato”. E’ quanto chiesto dalla Procura di Termini Imerese. Patrizio Cinque è accusato di una serie di reati tra cui turbativa d'asta, falso, abuso d'ufficio, rivelazione di segreto d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Il giovane primo cittadino del comune del Palermitano, è stato per Luigi Di Maio il simbolo di un amministratore locale da esportare in tutta Italia, grazie a un regolamento sull’abusivismo edilizio che, per tutta la scorsa estate, è stato decantato dal capo politico del M5s come “modello Bagheria”. Regolamento, poi bocciato dalla Regione Siciliana e quindi subito abortito. Oggi, alla richiesta di processo per il “suo” sindaco, il candidato premier pentastellato, assume toni da Pilato: “Cinque si è già autosospeso dal Movimento”. Un altro autosospeso a ingrassare le fila degli ex, il cui destino, tuttavia, non è dato sapere. Non c’è piattaforma Rousseau che tenga per conoscere ufficialmente se un esponente pentastellato è nell’elenco dei “sospesi”, “autosospesi” o cacciati definitivamente dal Movimento. Dubbi legittimi che possono essere cancellati soltanto con una reale trasparenza che è sempre stata spirito principe del Movimento. Per Carmelo Miceli, più che dubbi appaiono certezze. "Ma di quale sospensione parla il M5S? Il sindaco di Bagheria, dall'apertura dell'inchiesta a oggi ha continuato a far parte a pieno titolo del M5s, a fare il sindaco e financo a partecipare alla composizione delle liste”, tuona il dirigente regionale in Sicilia del Pd. L'udienza preliminare è stata fissata per l'11 aprile. Allora il sindaco e altri 21 indagati sapranno se saranno rinviati o meno a giudizio. Cinque, in pratica, è accusato di avere concordato illegalmente con funzionari e imprenditori l'affidamento del Palasport a Comune di Bagheria e società in partnership. Il sindaco si è difeso sostenendo di aver da sempre puntato alla gestione comunale del Palazzetto e di aver per questo presentato la domanda di affidamento col privato fuori termine. Altri capitoli dell'inchiesta riguardano la gestione irregolare della raccolta dei rifiuti e la rivelazione, da parte del sindaco a suo cognato, dell'esistenza di un procedimento penale avviato sulla sua casa abusiva. Procedimento di cui aveva saputo da un vigile urbano, pure indagato. Una strana vicenda nata da una falsa autodenuncia presentata a nome del familiare, ma di cui questi nulla avrebbe saputo. Sbotta la deputata nazionale ex M5s, Claudia Mannino: “Cancelleri e Di Maio, che ora non parlano piu' di Bagheria, fino al giorno prima dell'inchiesta si facevano fotografare con Cinque sorridenti ed elogiavano la bonta' di quel 'modello Bagheria' che ora ha fatto una fine politica impietosa ed è sparito dal mutevole vocabolario del M5S”.

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