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Ylenia Lucaselli: "Con Giorgia Meloni per un Paese più ricco"

Ylenia Lucaselli

Il volto nuovo internazionale di FdI: «Ecco la mia battaglia per il made in Italy»

Paolo Zappitelli
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«Con Giorgia ci siamo trovate subito, siamo coetanee, siamo mamme e veniamo da due famiglie normalissime. E soprattutto abbiamo tutte e due voglia di fare qualcosa per dare ai nostri figli un paese migliore». Ylenia Lucaselli - pugliese di Taranto, 41 anni, avvocato (difende tanti poliziotti e carabinieri) e con una passione sfrenata per tutto quello che è l'eccellenza italiana - è uno dei volti nuovi - internazionali - che la Meloni ha messo in campo per le prossime elezioni nelle liste di Fratelli d'Italia. Un amore che le viene anche dal marito, un americano innamorato dell'Italia ma soprattutto titolare della prima compagnia al mondo nella distribuzione di vino e alcool, la Southern Glazer's Wine and Spirits, con sede a Miami e in Texas, ha un fatturato di 40 milioni di dollari, distribuisce circa 60 milioni di bottiglie italiane (vino e spumante) negli Usa, dà lavoro a 35.000 dipendenti e ha in catalogo più di 16.000 marchi, 7.000 produttori internazionali, di cui 700 italiani tra i quali Bacardi, Antinori, Frescobaldi, Banfi e tanti altri. Una potenza. «Mio marito ha scelto di lavorare e investire in Italia - racconta - e quando ho deciso di candidarmi la prima cosa che mi ha chiesto è stata se poteva accompagnarmi in campagna elettorale». Lei è comunque una donna imprenditrice. Come mai ha deciso di tentare la strada della politica? «Mi piace da sempre la politica. Ma la molla è scattata quando ho conosciuto Giorgia, ci siamo frequentate per un po' e mi ha convinto a candidarmi». Cosa porterà della sua esperienza di manager d'azienda in campagna elettorale? «La passione per il mio Paese. L'Italia è un brand fortissimo, specie negli Usa, ma all'estero non riusciamo a fare gruppo, a parlare con una lingua sola. Lo vedo nel campo del vino. Basta guardare la Francia: tra di loro litigano ma quando poi vanno fuori sono tutti uniti. Noi dobbiamo fare la stessa cosa. Siamo conosciuti per il bello e per il buon gusto, abbiamo società fortissime ma non investiamo. È un trend che va cambiato, invertito». Lei è anche vicepresidente della sua azienda e Global Advisor in America per il Made in Italy enologico. Come è il nostro Paese visto dall'altro lato dell'Oceano? «Un posto pieno di opportunità non sfruttate. Lo vedo con i tanti ragazzi che lavorano da noi. Sono italiani, sono bravi e vorrebbero tornare qua. Ma non lo possono fare perché mancano le opportunità. La battaglia sul made in Italy di Giorgia è una battaglia campale, sarà la mia battaglia». Una curiosità. Cosa pensa di Trump? «All'estero ancora non hanno capito l'importanza della sua presidenza...» Mamma e con due figli piccoli. Ce la farà? «È un altro dei temi che unisce me e Giorgia. Io per lavoro viaggio molto e il mio bambino più grande è abituato spesso a venire con me. E una delle cose di cui parlerò in campagna elettorale sarà proprio la necessità di dare un sostegno alle famiglie nelle quali i genitori sono fuori di casa tutto il giorno. Mio figlio più grande quando ha capito che iniziavo un'altra esperienza mi ha detto: "Mamma ma perché lo fai?". Gli ho risposto: «Per fare l'Italia più bella».

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