L’arresto di Mario Mantovani, del suo collaboratore Giacomo Di Capua e del funzionario Angelo Bianchi, ha scosso l’opinione pubblica, senza che vi fosse alcuna possibilità di comprendere la reale portata delle accuse a loro mosse. Vi sono state critiche. E ciò non solo perché l’autorizzazione del gip è giunta un anno dopo la richiesta del provvedimento da parte del pm, ma perché, nel frattempo, erano entrate in vigore le nuove misure sulla custodia cautelare secondo cui il carcere può essere disposto solo ove risultino inadeguate altre misure interdittive o coercitive e, quindi, diviene un’extrema ratio; inoltre, è richiesto che il pericolo di fuga non sia solo concreto ma anche attuale! Le situazioni di concreto e attuale pericolo, poi, non posso essere desunte solo dalla gravità del reato ma devono prendere in considerazione anche altri parametri: precedenti, comportamenti, personalità dell’imputato... Giornalisti e opinione pubblica non possono però che interrogarsi seriamente su un punto: in Italia, i casi di giustizia, vengono affrontati in modo civile, rispettoso della verità processuale e fattuale, della dignità delle persone e dei loro familiari? Mantovani è stato arrestato all’alba a casa sua e fuori c’erano già cronisti e fotografi. Escludendo l’ipotesi che siano stati tutti buttati giù del letto alle quattro del mattino, significa che erano informati addirittura dalla sera prima. Tutto normale? No. Non più normale di altri importanti elementi: il vicepresidente della regione è stato arrestato poche ore prima di quando avrebbe dovuto aprire la "Giornata della Trasparenza". Ha osservato in proposito, Filippo Facci: «Niente di strano che il presidente Roberto Maroni, che doveva intervenire, abbia cambiato programma». A questo punto potevano i grillini lasciarsi scappare l’opportunità di un gesto plateale quanto vergognoso, ovvero depositare in favore di telecamera un cesto di arance? È accaduto anche questo, con poca indignazione generale e poche censure, per un atto alla Fabrizio Maramaldo. Nel frattempo su alcune testate online, con bruciante, istantanea, sconcertante rapidità, venivano pubblicati non frammenti eroicamente carpiti da qualche collega di cronaca giudiziaria nei corridoi di palazzo di giustizia, ma il file integrale dell’ordinanza di arresto. È civile anche questo?
«Ecco cosa non va nell’arresto di Mantovani»
Andrea Camaiora* L’arresto di Mario Mantovani, del suo collaboratore Giacomo Di Capua e del funzionario Angelo Bianchi, ha scosso l’opinione pubblica, senza che vi fosse alcuna possibilità di...