Il processo su «Mafia Capitale», che sarò celebrato nell’aula bunker di Rebibbia, con un calendario di udienze particolarmente serrato e con il sistema di videoconferenza predisposto per tutti gli imputati detenuti, non costituirà affatto una menomazione del diritto di difesa come rappresentato dalla Camera Penale di Roma che per protesta ha proclamato 4 giorni di astensione dalle udienze. La giunta dell’Anm di Roma e Lazio difende il provvedimento del tribunale che ha stabilito le modalità organizzative del dibattimento. «Le le modalità descritte - fa sapere l’Anm - sono comuni a tutti i processi in tema di associazione a delinquere di stampo mafioso celebrati nel nostro tormentato Paese e sono state utilizzate, in tempi recentissimi, presso lo stesso tribunale nel processo relativo al cosiddetto "Clan Fasciani"; tutto ciò senza che venissero avanzate analoghe proteste».
Processo Mafia Capitale
L’Anm ai penalisti: «Il diritto di difesa non è penalizzato»
