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Politica

L’ombra si allunga su Bmw Lo scandalo contagia la Ue

AutoBild: emissioni undici volte superiori ai test La società smentisce ma le azioni crollano in Borsa

Ciò che molti temevano nel comparto dell’automobile si sta materializzando: si allarga lo scandalo del software sulle emissioni ribattezzato Diesel-gate. Dopo il colosso Volkswagen anche un altro marchio icona dell’efficientismo tedesco potrebbe essere coinvolto: si tratta di Bmw. Questo a quanto riporta un’indiscrezione di Auto Bild, secondo il quale i suoi veicoli produrrebbero emissioni 11 volte superiori ai test su strada. Il peso del rumor lo si è compreso fin da subito quando il titolo in Borsa è crollato del 10%, nonostante la netta smentita della casa automobilistica: «Bmw non manipola i suoi veicoli, non distingue fra strada ed test in laboratorio». Non solo problemi negli States, quindi. Oggetto dell'indiscrezione di Bild sarebbero le Bmw X3 xDrive 20d, che nei test su strada avrebbero superato i limiti europei fissati per le Euro-6. Bmw da parte sua si è difesa replicando che «non esiste un programma per riconoscere i cicli di test delle emissioni all'interno di Bmw. Tutti i sistemi di emissione rimangono attivi anche al di fuori dei test». Si allarga, poi, anche il fronte delle pedine importanti che stanno saltando a causa della denuncia delle autorità americane. Dopo le dimissioni dell'amministratore delegato di Volkswagen Martin Winterkorn, anche Ulrich Hackenberg e Wolfgang Hatz, due ingegneri, inseriti al vertice del gruppo, hanno annunciato di lasciare: anche qui l’indiscrezione è di Bild. Hackenberg è il responsabile Ricerca & Sviluppo di Audi, nonché membro del board esecutivo di Volkswagen mentre Hatz è un ingegnere di primo livello di Porche. Che lo scandalo poi, stia diventando sempre più «europeo» lo dimostrano le parole del ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt che ha ammesso come il sistema utilizzato dalla Volkswagen per manipolare i test sulle emissioni per le auto vendute negli Usa interessa anche i veicoli commercializzati nel Vecchio continente. «Siamo stati informati che anche in Europa i veicoli con motori diesel 1.6 e 2.0 litri sono interessati dalle manipolazioni di cui si è parlato», ha affermato. Per oggi, poi, è previsto il cambio di ad allaVolkswagen dopo l’addio «milionario» di Martin Winterkorn: in lizza i favoriti sono Matthias Mueller e Herbert Diess. Per ciò che riguarda l’Italia l'amministratore delegato Volkswagen, Massimo Nordio, ha annunciato che sono in corso verifiche anche sulle automobili del marchio del nostro Paese: questo in risposta a una lettera inviata dal ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti. L'Unione europea intanto continua a chiedere «un quadro completo della situazione» e ha invitato tutte le autorità nazionali a indagare sui rispettivi mercati e a riferire prontamente a Bruxelles. Secondo quanto riferisce il Guardian, infatti, i governi di Berlino, Londra e Parigi avrebbero fatto pressioni sulla Commissione europea per evitare che i test sulle emissioni fossero più stringenti. Gli stessi che oggi si sgolano chiedendo più controlli, in realtà secondo il giornale avrebbero «fatto lobby alla Ue per mantenere l'escamotage nei nuovi test delle vetture, così da consentire le emissioni reali del 14% superiori».

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