Gianni Sammarco, deputato del Nuovo Centrodestra alla seconda legislatura, ha in mente una «rivoluzione»: riformare il partito iniziando a rottamare per prima cosa la figura, da lui ricoperta anche attualmente, del coordinatore locale. Onorevole Sammarco i partiti sono stati i protagonisti della rinascita democratica e di almeno 50 anni di storia repubblicana ma ormai per la gente sono come fumo negli occhi. «I partiti non possono sopravvivere se non saranno capaci di innovarsi e di ristabilire il rapporto con la gente. Il modello attuale va assolutamente riformato in alcuni punti essenziali altrimenti rimarranno dei monoliti totalmente avulsi dalla realtà, alimentando l'antipolitica». Dove interverrebbe? «Innanzitutto smantellando il sistema dei coordinamenti che troppo spesso, soprattutto a livello locale, diventano piccoli centri del potere autoreferenziale del coordinatore. Un partito deve essere snello ed aprirsi necessariamente all'esterno. Questo potrebbe avvenire attraverso dei comitati misti di 5-6 persone tra eletti ed esponenti della società civile. Un esperimento che già funzionò benissimo ai tempi della prima Forza Italia e si chiamava Comitato dei saggi». La disaffezione della gente si vede anche con il crollo delle adesioni ai partiti. «Infatti io penso che il tesseramento sia superato e sia il secondo grande punto su cui intervenire. Innanzitutto alcune volte è fonte di problemi, poi non è più pensabile, in tempi di crisi e con moltissima gente sulla soglia della povertà chiedere 10-20-30 euro. I numeri poi non sono mai la giusta cartina di tornasole del rapporto con la gente, i numeri delle tessere salgono infatti solamente quando si celebrano i congressi». E la sua ricetta qual è? «Lo strumento ideale per garantire partecipazione, democrazie e fidelizzazione del militante è per me quello delle primarie. Ma, come dico da mesi, primarie stabilite dalla legge, una legge ad hoc sarà una garanzia a tutela di regolarità, efficacia e trasparenza. Dal momento che sembra esserci la convergenza delle maggiori forze politiche del Paese, il Parlamento dovrà essere capace di cogliere questo cambiamento all'insegna della trasparenza e della democraticità, indicato anche dalla Corte Costituzionale. Una volta approvate poi sta ai partiti decidere se e quando applicarle ma almeno le regole del gioco sono certe. Devono essere accessibili a tutti versando solo un contributo minimo, non più di un o due euro, facendo pagare di più a chi concorre per una carica». Un'ultima domanda sulla situazione di Roma. «Ho sempre chiesto le dimissioni di Marino per l'inefficacia della sua azione amministrativa, certificata da tutti gli indicatori sulla qualità della vita e sui servizi che sono a picco. Il sindaco, però, trova sempre qualcuno a cui addossare la colpa e se la prende troppo spesso anche con i giornalisti, con atteggiamenti inaccettabili, come nel caso dei cronisti de Il Tempo, tenuti in stato di fermo».
Sammarco: «Ncd va cambiata, via i coordinatori»
Il deputato propone anche la fine del tesseramento: «Così non va, i numeri sono sempre gonfiati»
