Politica

Verdini: «Con Silvio strappo doloroso»

L’ex senatore di Forza Italia ha presentato il nuovo gruppo al Senato «Ala»: «A Berlusconi mi lega una grande lealtà ma non c’era più identità di vedute»

Senatore Verdini, siete stati definiti in molti modi, non tutti lusinghieri. Lei Come presenterebbe il suo gruppo? «Siamo dieci senatori tutti ex Pdl, ognuno con la sua storia e la sua tradizione e ci siamo raccolti attorno a un ragionamento specifico. Per il nostro gruppo Alleanza liberal popolare per le autonomie abbiamo scelto Ala, un importante acronimo di una sostanza che è essenziale per la vita ed il sistema nervoso. Allo stesso modo il nostro gruppo è importante per la democrazia e la vita delle Istituzioni. Vogliamo essere liberi di completare questa legislatura, che per noi è costituente, come avevamo iniziato».     Oltre a questo profilo istituzionale sul piano più strettamente politico come vi muoverete? «È chiaro che abbiamo anche una prospettiva politica che ritiene che l'area moderata e il centro del Paese siano determinanti. In tutte le grandi democrazie il centro determina sempre la vittoria dell'una o dell'altra parte. Ma per fare questo deve avere anche la libertà di potersi muovere senza pregiudizi; realizzare delle modifiche costituzionali con maggioranze allargate significa dare questa opportunità agli elettori».     Il vostro gruppo prima ancora di nascere è già stato duramente criticato da una parte del Pd. «Nessuno di noi ha voglia o desiderio di iscriversi al Pd, ci tengo a rassicurare tutti questi colleghi... Io personalmente sono toscano, se avessi voluto fare quella scelta l'avrei fatta da ragazzo, quando invece litigavo nei bar perché molti tifavano Borzov e non Mennea. Io questo non me lo dimentico, tocca a loro pentirsi non certo a me».     L'ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza ha parlato di film dell'orrore e ha lanciato un hashtag su Twitter: Renzi rottama  Verdini. «Speranza si ricordi di essere stato il macchinista, l'operatore degli ultimi film dell'orrore. Gli è dato di perdere la vista ma non la memoria, come il macchinista di "Nuovo cinema paradiso". Lui ha fatto tutte le trattative senza che nessuno gridasse allo scandalo. Nella nostra componente c’è chi ha votato le riforme e chi no ed è libero di mantenere questa posizione. Ma la gran parte le ha seguite fin dall'inizio e si sente partecipe di questo processo. Chiaramente le abbiamo fatto insieme ad altri ma non sono le riforme di altri».     Farete sentire la vostra voce anche sul Ddl Boschi e sull'Italicum? «Riteniamo che il Ddl Boschi va approvato così com'è. Se non venisse approvato si rientrerebbe nel pantano e di costituente in questa Legislatura rimarrebbe poco. L'Italicum ha una grande modernità: la sera delle elezioni la lista che vince governa 5 anni. Intanto siamo contenti che sia stato approvato l'Italicum poi possiamo chiedere insieme ad altri la modifica ma comunque si riparte da una base che tempo fa non c'era».     Un’ultima domanda sul suo rapporto con Berlusconi. «Come tutti gli strappi addolora e fa male ma uno strappo avviene quando non c'è più identità di vedute. Nessuno finisce, nessuno muore, nessuno continua. Al presidente Berlusconi mi lega grande lealtà. Lui vede le dimensioni diverse, più grandi degli altri e gli sto facendo un elogio, però questo non significa che si debba vivere nella stessa dimensione se non si vedono le cose alla stessa maniera».

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