Politica

Quel link con la criminalità locale

Il ruolo ambiguo dell'uomo che ha fatto grande il litorale

Ostia, criminalità e affari. Era il pezzo mancante di questo mosaico scellerato l’imprenditore Mauro Balini, 49 anni. Stando a quello che mettono nero su bianco investigatori e inquirenti, era lui l’elemento che avrebbe tenuto tutto insieme, che avrebbe consentito il passaggio da un piano all’altro. L’inchiesta di ieri congela i fatti che hanno riguardato i bilanci del porto turistico. Però nelle carte il giudice dà a Balini un ruolo in più. Lo qualifica come il Caronte dell’economia: colui che traghetta i capitali della criminalità nell’economia pulita. Vero? Lo stabiliranno le indagini. È sicuramente un fatto che Balini e la sua sua famiglia hanno rappresentato molto per il litorale romano. Soprattutto il patron Vittorio, morto nel marzo ’99. Partito come bagnino si ritrovò a comprare pellicole di telefilm statunitensi come "Dallas", "Dynasty", l’"Incredibile Hulk", o di film come "Venti di guerra". Cedette i diritti alle televisioni di Silvio Berlusconi. Nella saga del boss Fasciani, signore del litorale assieme agli Spada alleati dei Senese, tutti tolleranti dei siciliani Triassi, Mauro Balini ha fatto la parte lesa. Ha raccontato alla Squadra mobile che la sera del 6 agosto 2012 il direttore del porto da lui nominato, l’inglese Pike Alan Goldsbourough, è stato minacciato da un tizio armato di coltello che gli ha detto: «Vattene qui non ti ci vogliamo». Nell’ordinanza Nuova Alba il gip Simonetta D’Alessandro ha considerato: «È apparso evidente che il presidente Balini, propostosi all’autorità giudiziaria e di polizia come persona offesa, avesse molto da nascondere attese le sue interessenze inquietanti con ambienti malavitosi. Balini è risultato essere in stretto contatto con il pregiudicato Cleto Di Maria che, riferisce la polizia giudiziaria, nel corso del tempo è stato sempre considerato (ancora nel 2007) un uomo inserito all’interno dell’organizzazione criminale dei Triassi. L’indagine in corso ha evidenziato tuttavia che Di Maria ha attualmente cambiato schieramento. Tramite Di Maria, infatti, tanto Balini quanto Giacometti, provvedono attualmente a mantenere la famiglia di uno degli attentatori di Vito Triassi, Roberto Giordani». Balini - ha scritto il giudice - segna il salto di qualità, sicché accedere a lui equivale ad accedere ai piani alti, e scalzare i suoi abituali collaboratori equivale ad inserirsi nel circuito degli affari presentabili».

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