Nel primo trimestre del 2015 il rapporto fra debito pubblico e pil è salito al 135,1%. La conferma di questa corsa inarrestabile viene da Eurostat e sottolinea che l’Italia si colloca dopo al top tra i Paesi dell’Unione europea, dopo la Grecia (168,8%). Questa cifra è una docia gelata sul governo all’indomani dell’annuncio di Renzi della riduzione della pressione fiscale. Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, ha fatto sapere che l’Italia non ha ancora inviato il piano fiscale a Bruxelles e ha precisato che «sarà esaminato alla luce delle nostre regole sulla flessibilità». Il che vuol dire che dovrà contenere le necessarie coperture. Intanto il ministro dell’Economia Padoan ha smentito le illazioni di non essere stato informato preventivamente da Renzi sull’annuncio del piano di riduzione delle imposte. «Se non fossi d’accordo con il premier farei un altro lavoro». Il ministro ha insistito sulla necessità delle coperture. Il taglio delle tasse «è efficace nella misura in cui è credibile» da parte di chi ne beneficia. E per essere ritenuti credibili devono essere percepiti come «permanenti». Pertanto per poter intervenire in modo permanente la riduzione del fisco va «compensata dai tagli di spesa». Inoltre il taglio delle tasse va di pari passo con la lotta all’evasione. «Sono complementari» ha ribadito Padoan.
La Ue mette in guardia dall’alto debito
Nel primo trimestre del 2015 il rapporto fra debito pubblico e pil è salito al 135,1%. La conferma di questa corsa inarrestabile viene da Eurostat e sottolinea che l’Italia si colloca dopo al top...
