Politica

Squinzi: «Siamo tornati al punto di partenza»

Sulla Grecia si è fatto «tanto casino, per poi tornare al punto di partenza», ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, durante un evento all'Expo, commentando il possibile...

Sulla Grecia si è fatto «tanto casino, per poi tornare al punto di partenza», ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, durante un evento all'Expo, commentando il possibile accordo sugli aiuti ad Atene. «Come avevo previsto - ha detto - alla fine si troverà una composizione. Rimane la considerazione se serviva fare tutto questo casino per tornare al punto di partenza». Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, arrivando ieri alla riunione dell'Eurogruppo sui negoziati per attivare il possibile programma di aiuti alla Grecia ha detto: «La riunione si preannuncia lunga ma c'è spirito costruttivo». E ancora: «Noi non siamo qui per concludere un negoziato stasera, ma per verificare se ci sono le condizioni per iniziare un negoziato importante, visto che si sta parlando di un programma Esm che è di medio termine e molto impegnativo. Il cammino non è facilissimo, ma sicuramente ce la metteremo tutta». Ma c’è anche chi le pensa diversamente: «Il popolo greco tradito». Le condizioni imposte ai greci e bocciate dal referendum di domenica scorsa e le nuove proposte di Alexis Tsipras alla Troika «sostanzialmente sono identiche. Ora si spiegano un po’ di cose, tra cui il mobbing subito da Varoufakis reo di coerenza con le promesse fatte al popolo. Se questo piano verrà accettato dal Consiglio Europeo, Syriza avrà consegnato definitivamente la Grecia ad una morte lenta e inesorabile». Lo scrive su Facebook Manlio Di Stefano, deputato M5S in commissione Affari esteri. «I media diranno che "la politica è l'arte del compromesso" - prosegue il grillino - e santificheranno i dialoganti Merkel, Hollande e Renzi (che ce lo mettono sempre anche quando non fa niente come in questo caso). I greci staranno in agonia per qualche altro anno e poi, comunque, saranno cacciati dall'eurozona (che non è strutturalmente sostenibile). Questa è la politica del tradimento, del compromesso a ribasso, dell'assenza di veri strumenti di democrazia diretta». «Non me la sento di valutare le pressioni che Tsipras ha ricevuto, ma una cosa è certa - ha concluso Di Stefano - la storia si cambia col coraggio e la determinazione, chi non ne ha affronta solo due possibilità, viene inglobato dal sistema o viene preso a calci in piazza dal popolo». Nichi Vendola, leader di Sel, al termine dell'assemblea nazionale del partito, ha detto: «Oggi non servono piccole furbizie, ma grande politica. Vogliamo sentire parole di rilancio del sogno dell'Europa federale».

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