Politica

I 15 giorni orribili del Cav Processato e infangato

Dalle intercettazioni "hot" alla condanna per la caduta del governo Prodi

È il bersaglio perfetto, il leader su cui accanirsi non appena si intravede la possibilità che possa tornare ad affacciarsi sul palcoscenico della politica. In poco più di due settimane su Silvio Berlusconi sono piovute inchieste, condanne, richieste di accompagnamenti coatti in Tribunale e palate di intercettazioni. Sembra di rivivere le estati tra il 2009 e il 2010, quando il Cavaliere, all’epoca premier, finì sputtanato sui giornali italiani, e poi di mezzo mondo, per le cene a palazzo Grazioli e ad Arcore. Allora l’obiettivo – raggiunto – fu di sbatterlo fuori da palazzo Chigi, oggi quello, probabilmente, di sbarrargli definitivamente la strada di un ritorno alla politica attiva. A scorrere il diario delle ultime due settimane si scopre che su Berlusconi si è scatenata la tempesta perfetta. Giudiziaria e mediatica.   1 Si comincia il 26 giugno quando i giudici del Tribunale di Bari, dove si svolge il processo per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a carico di Giampaolo Tarantini, dispongono l’accompagnamento coatto del Cav che non si era presentato all’udienza perché in Russia, invitato da Putin. I suoi avvocati avevano spiegato l’impossibilità per il Cavaliere di presentarsi. Ma per il Tribunale l’unica soluzione è quella di mandargli i carabinieri a casa. Provvedimento poi revocato ieri, in quanto Berlusconi si è presentato da solo all’udienza e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Come ampiamente annunciato.   2 Il 30 giugno la Procura di Milano deposita la chiusura di indagini sul processo Ruby ter, l’inchiesta che vede indagate ben 34 persone a partire da Berlusconi, accusate a vario titolo di falsa testimonianza. Secondo l’accusa il Cav avrebbe versato 10 milioni alle «olgettine» per farle tacere su quello che avveniva veramente alle feste. Il tutto corredato da intercettazioni nelle quali le ragazze trattavano Berlusconi come un bancomat dal quale prendere soldi.   3 Si arriva al 4 luglio quando «Il Fatto Quotidiano» pubblica alcuni stralci del diario di una delle Olgettine, Iris Berardi dal titolo più che eloquente: «Lo misi in quel posto a B. e mi disse: fai piano». Nell’articolo il racconto della ragazza è «senza veli»: «La vita me la sono goduta e ho anche messo in c... al presidente Silvio Berlusconi il quale, povero, una sera mi ha detto: «Piano amore sennò così mi fai male».   4 L’8 luglio arriva la condanna per l’inchiesta napoletana sulla compravendita dei senatori: tre anni di reclusione per corruzione. Stessa pena anche per Valter Lavitola, ex direttore del giornale «L’Avanti». I giudici hanno ritenuto Berlusconi colpevole di corruzione per aver pagato il voto parlamentare dell’allora senatore Sergio De Gregorio per far cadere il governo Prodi.   5 Si arriva al 9 luglio e la presidenza del Senato, insieme a quella della Camera, decide di togliere il vitalizio a quei parlamentari che sono stati condannati in via definitiva a più di due anni per reati particolarmente gravi. In tutto sono 18 nomi e tra questi c’è anche Silvio Berlusconi, insieme a Marcello Dell’Utri.   6 Ieri «Il Fatto quotidiano» si scatena ancora e rilancia l’accusa che alle feste organizzate da Berlusconi, girava la cocaina. Insomma Arcore come il centro del Male del mondo, un crocevia infernale tra prostituzione, corruzione e smercio di droga. Anche stavolta il titolo non lascia spazio all’immaginazione: «Polvere di stelle, tutte le piste si fermano ad Arcore. Le tracce di consumo e spaccio di cocaina di ragazze e frequentatori del «Bunga Bunga».   7 Sempre ieri Il giudice del Tribunale di Milano ha condannato la Fininvest a versare alla Cir di De Benedetti, che aveva chiesto 100 milioni, 246 mila euro. Il giudice ha infatti riconosciuto il danno «da lesione del diritto costituzionalmente garantito ad un giudizio reso da un giudice imparziale» e non, quindi, quello derivato da possibili «ricadute negative sulla immagine» o lesivo «dell'onore e delle reputazione» o per la «presunta caduta del titolo» in Piazza Affari. 8 Infine, le ultime due sciabolate: Patrizia D’Addario, un’altra delle ragazze finite alle feste ad Arcore, annuncia che farà un altro libro e forse un film per raccontare la «sua» verità su Berlusconi. E la Procura di Roma, non contenta del processo di Napoli sulla compravendita dei senatori, respinge la richiesta di archiviazione per presunta corruzione dei due parlamentari Razzi e Scilipoti.

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