Proibire la prostituzione nelle strade dove quotidianamente circolano migliaia di autovetture o nei centri residenziali dove le mamme accompagnano a scuola i propri figli. In altre parole: "Zoning". È questa la proposta che la giunta Marino vuole inserire nel nuovo regolamento di polizia urbana. Non potendo proibire il mestiere più antico del mondo si cerca almeno di circoscriverne gli effetti. «Vogliamo prevedere di interdire la prostituzione nelle zone della grande viabilità in base al piano di traffico generale, e comunque di tenere il fenomeno lontano da insediamenti abitativi». Lo ha spiegato ieri il Vice capo di gabinetto del sindaco, Rossella Matarazzo, durante la visita al III Municipio del prefetto di Roma Franco Gabrielli. «Abbiamo previsto tre tipi di sanzioni: una verso il cliente, che verrà punito con una multa tra i 350 e i 400 euro. Poi una sanzione inferiore per chi esercita e una per chi semplicemente effettua manovre pericolose in prossimità di situazioni del genere». Insomma, una stretta su un problema che riguarda il decoro urbano e lo sfruttamento delle donne, spesso minorenni provenienti dai paesi dell’Est Europa e dall’Africa, una strada già tentata dalla precedente Amministrazione con risultati deludenti. «I proventi di queste sanzioni - ha spiegato la Matarazzo - dovranno essere utilizzati per progetti di contrasto alla tratta di esseri umani. Un’attività che va di pari passo con progetti come "Roxannè", perché riteniamo che il problema di fondo sia il contrasto dello sfruttamento». La Città Eterna infatti trema e si sdegna quando la procura della Repubblica alza il sipario dietro il quale due ragazzine minorenni dei Parioli vendevano i loro corpi a facoltosi professionisti della Roma bene. La stessa Capitale però assiste quotidianamente a un via vai di automobili che dalla Salaria a via Palmiro Togliatti fanno salire a bordo giovani donne in abiti succinti. Eppure un regolamento c’è. «Era fermo a 68 anni fa - ha precisato il Vice capo di gabinetto - ne stiamo parlando perché deve essere condiviso». La prostituzione è un fenomeno sociale e come tale va affrontato da diversi punti di vista. «Credo molto in ordinanze che vietino l’esercizio del più antico mestiere del mondo, ma questo lo si fa colpendo soprattutto i clienti, perché laddove c’è un’offerta, ma non c’è una domanda, il mercato tende a comprimersi» ha spiegato il Prefetto di Roma Franco Gabrielli. L’idea è quella di interdire alla prostituzione alcune aree della Città Eterna creando una sorta di "Zoning", tenendo lontano il fenomeno dai centri abitati, dalle scuole, dai luoghi di culto e dai parchi. Una proposta che segue e ricalca quella avanzata da Andrea Santoro, Presidente del IX municipio. Il minisindaco, infatti, lo scorso febbraio aveva pensato di individuare una strada dove il fenomeno si può tollerare e controllare, dotandola anche di appositi presidi sanitari, psicoterapeutici e legali. La bozza di ordinanza, votata all’unanimità dal municipio dell’Eur, è tuttora al vaglio del gabinetto del sindaco. «Se la proposta della Matarazzo venisse approvata nel nuovo regolamento della Polizia locale non ci sarebbe più bisogno della nostra ordinanza - spiega Santoro - Cio’ vorrebbe dire che ci abbiamo visto giusto. Spetterà poi ai singoli municipi scegliere le strade da tutelare. Con Alemanno, infatti, si fece un’ordinanza su tutto il Comune, ma per rispettarla ci sarebbero voluti i caschi blu. Invece circoscrivendo il divieto solo ad alcune zone, il controllo delle forze dell’ordine è più facile».
"Prostituzione a zone in tutta la città"
Presentato il piano del Campidoglio per sconfiggere il fenomeno. Multe fino a 400 euro per i clienti delle "lucciole" che intralciano il traffico
