Oltre sei ore di consiglio. Tanto è servito ai giudici del tribunale di Napoli per decidere quello che un po' tutti si aspettavano. Perché quando si tratta di Silvio Berlusconi e della magistratura, si sa, difficilmente arrivano sorprese. Da giorni, in fondo, era ripartito un film visto mille volte (con aggiunta di uno strascico "porno-mediatico") che sembrava annunciare un esito scontato. E infatti alla fine la condanna è arrivata. L'ex premier e l'ex direttore de L'Avanti, Valter Lavitola, sono stati condannati a tre anni di reclusione per concorso il corruzione. I pm della Procura di Napoli (l'aggiunto Vincenzo Piscitelli e i sostituti Alessandro Milita, Fabrizio Vanorio e Henry John Wodcoock) avevano chiesto 5 anni per il Cavaliere e 4 anni e 4 mesi per Lavitola. Per Berlusconi anche 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. La vicenda è quella legata alla presunta compravendita di senatori che, nel 2008, portò alla caduta del governo Prodi. Grande accusatore Sergio De Gregorio che ha detto di aver ricevuto, tra il 2006 e il 2008, 3 milioni di euro per indebolire l'esecutivo guidato da Professore fino al voto di fiducia fatale del 24 gennaio 2008. Quando, con 156 voti favorevoli, 161 contrari e 1 astenuto, la maggioranza di centrosinistra fu costretta a fare le valigie. I giudici hanno dunque ritenuto che Berlusconi pagò quella cifra. Una ricostruzione che ovviamente non piace all'avvocato difensore del Cavaliere, Niccolò Ghedini: "Una sentenza clamorosamente ingiusta e ingiustificata. Siamo convinti che in appello e in Cassazione ci sarà l'assoluzione nel merito. Decideremo se rinunciare alla prescrizione quando questa maturerà, il prossimo 6 novembre. Non c'è stata corruttela, semmai si è trattato di un finanziamento". Il commento di Prodi Per il Professore è l'ora della rivinciata: "C'erano dei rumors, delle voci di cui non sapevo nulla, come ho detto al giudice, se l'avessi saputo sarei ancora presidente del Consiglio. Il danno non è stato alla mia persona ma alla democrazia". L'ira di Forza Italia La prima a commentare la notizia è la deputata Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia: "Un processo politico, nato come tale e portato avanti con un teorema precostituito si conclude nel peggiore dei modi. Questa non è giustizia ma il suo esatto contrario. Quello che accade da vent'anni a questa parte al presidente Berlusconi è inaccettabile e non smetteremo mai di denunciarlo". Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo di FI all Camera, Renato Brunetta: "La sentenza di Napoli è un inaccettabile atto di violenza politica. Lo dico in piena coscienza. Mai l'interferenza incostituzionale e contro ogni principio di diritto e di separazione dei poteri da parte dell'ordine giudiziario era giunta a trasformare in reato la scelta di un parlamentare di stare con uno schieramento politico o con un altro, esercitando una prerogativa che è al riparo dell'immunità prevista dall'articolo 68 della Costituzione". "Il processo - prosegue - ricorda nel suo svolgimento le procedure staliniane, allorché il procuratore Vyšinskij vedeva nel dissidente un nemico da abbattere, un avversario da sconfiggere, un cane rabbioso da fucilare. La stessa assurda filosofia pervade ora questa sentenza. Il fatto che non abbia conseguenze penali, non rende meno sconvolgente quel che è accaduto. Si vuole semplicemente giustiziare moralmente chi si oppone al potere assoluto di una casta. Non finisce qui". Duro anche il commento del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri: "Un'altra sentenza annunciata che conferma la deformazione della realtà cui assistiamo da anni ai danni di Silvio Berlusconi. A cui rinnovo stima, amicizia e solidarietà. Non si illudano le iene che saranno liete per questo ulteriore assalto. Andremo avanti con Berlusconi, certi che gli italiani abbiano ben capito la nostra verità". Da oggi in poi vanno denunciati tutti i parlamentari che cambiano schieramento. O vale solo se passano con Berlusconi? — Francesco Storace (@Storace) 8 Luglio 2015 Solidarietà a Berlusconi arriva anche dal Ncd. "Seguendo il meccanismo che ha portato alla condanna di Berlusconi - commenta Fabrizio Cicchitto - , allora anche Cossiga avrebbe dovuto essere come minimo seriamente indagato quando spostòuna trentina di parlamentari dal centro-destra all'Udr che poi fu fondamentale per la nascita del governo D'Alema che giustamente bombardò gli stragisti serbi. Quella fu una operazione provvidenziale e invece quella di Berlusconi un'operazione criminale. Malgrado che il nostro dissenso dall'attuale Berlusconi sia totale, tuttavia i due pesi e le due misure sono ragione di indignazione e di repulsa". Berlusconi. Condanna ingiusta e infondata. Comportamenti parlamentari sempre più in tribunale. — Maurizio Sacconi (@MaurizioSacconi) 8 Luglio 2015 L'attacco del M5S Anche il MoVimento 5 Stelle interviene subito nel dibattito. "Silvio Berlusconi - sottolinea il membro del direttorio, Roberto Fico - è stato condannato a tre anni di carcere per concorso in corruzione. Vi ricordate quando cadde il governo Prodi? Bene. Berlusconi pagò il senatore De Gregorio per non votare la fiducia al governo. Ecco la politica di questa gente! Non se ne può più! Tutti a casa!". #Berlusconi condannato per concorso in corruzione. Adesso sì che con il @pdnetwork di #mafiacapitale ci può essere "profonda sintonia". — AlessandroDiBattista (@ale_dibattista) 8 Luglio 2015
Compravendita senatori, Silvio Berlusconi condannato Prodi: "Un danno alla democrazia"
Per l'ex premier 3 anni di reclusione. Stessa pena per Valter Lavitola. Ghedini: "Sentenza ingiusta. Valuteremo se rinunciare alla prescrizione"
