Politica

Salvini: «Berlusconi è circondato da persone spaventate»

Gianni Di Capua Silvio Berlusconi ha capito l'importanza di ripensare l'Unione europea e l'euro, ma è «circondato da chi è spaventato: se ci vuole dare una mano per far passare il messaggio sulle...

Il segretario della Lega nord ricorda quando aveva incominciato a manifestare dubbi sulla moneta unica europea: «Due anni fa - dice - quando abbiamo iniziato a mettere in discussione l'euro eravamo considerati da ricoverare», oggi, invece, la Lega raccoglie consenso. «Chi sta parlando sulla Grecia?», si chiede poi il leader del Carroccio: «Prodi e i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, complici assoluti del disastro che in Italia e in Europa si sta vivendo». Salvini conclude scherzando e dice che per la regola «dimmi con chi vai, ti dirò chi sei, non vado con questi signori». Secondo il leder del Carroccio, per negare la possibilità di riconsiderare l'euro «o si è ignoranti o in mala fede, ma meglio essere ignoranti perché si può imparare. Penso - conclude Salvini - che ci governino persone in malafede che hanno capito». A proposito del ripensamento sull'euro, aggiunge Salvini, «peggio è aver capito, ma rispondere a interessi di altri». Secondo il leder del Carroccio, per negare la possibilità di riconsiderare l'euro «o si è ignoranti o in mala fede, ma meglio essere ignoranti perché si può imparare. Penso - conclude Salvini - che ci governino persone in mala fede che hanno capito». A Salvini ha replicato Maurizio Sacconi, senatore Ncd e presidente della Commissione lavoro di palazzo Madama. «A proposito di malafede, Salvini sa bene che l'euro rappresenta uno scudo essenziale soprattutto per un Paese che ha accumulato un grande debito e lo deve collocare in mercati finanziari spesso instabili – ha spiegato – Abbiamo peraltro già pagato il dazio di ingresso e finalmente dotato di poteri la Bce in modo da controllare il cambio per sostenere le esportazioni e da proteggere gli Stati membri da ogni attacco speculativo. La vicenda greca è indicativa delle conseguenze dell'avventurismo politico per cui auguriamo al suo popolo una scelta di stabilità, premessa obbligata per costruire la crescita».

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