«Sul mio comodino, da quando sono stato arrestato ingiustamente e poi assolto, ho "Il Conte di Montecristo" l'avrò già letto cinque o sei volte». Massimo Mallegni, Forza Italia, sindaco di Pietrasanta da poco più di quindici giorni, è un uomo abituato a combattere e per questo la decisione del Prefetto di Lucca, Giovanna Cagliostro di sospenderlo per la Severino non l'ha sconvolto. Fatto arrabbiare sì, per quella che ritiene l'ennesima ingiustizia e contro cui i suoi avvocati stan già facendo ricorso. «Il Tempo» l'ha intervistato. Sindaco, vuol dire qualcosa alla Cagliostro? «Dal prefetto di Lucca, che avevo incontrato la settimana scorsa, avrei gradito magari, per correttezza istituzionale, un colpo di telefono, "guardi sindaco le stiamo notificando questa cosa", visto che non è un atto giudiziario coperto dal segreto istruttorio». Ma perché far scattare la Severino, non era stato assolto? «È rimasto un 323, sarebbe abuso d'ufficio per aver istigato un vigile urbano a rilasciare un passo carrabile nel comune di Pietrasanta. Il reato si è prescritto nel luglio del 2012 ma avendo io fatto ricorso contro la condanna prescritta, perché voglio l'assoluzione con formula piena, sarebbe scattata, secondo il Prefetto Cagliostro, la Severino. E che velocità». In che senso? «Il 1 luglio 2015 il tribunale di Lucca invia la mia sentenza al prefetto di Lucca. Quanti atti arriveranno al giorno in prefettura? Io lo vedo in comune. Bene, in 48 ore, ovvero il 3 luglio alle 14.40 era già arrivata la notifica della mia sospensione da parte della Digos alla Presidente del consiglio comunale di Pietrasanta, dopo che avevano pure telefonato a mezzogiorno per avvertire. In meno di 48 ore in Prefettura han preso visione della sentenza, l'hanno esaminata, han fatto gli accertamenti sull'applicabilità della norma al mio caso. Gli atti per le notifiche e poi l'han pure notificata. E poi si dice che in Italia la burocrazia è lenta». I suoi concittadini come l'hanno presa? «La cittadinanza è con me. Stamattina, un cittadino di Pietrasanta, Antonio Meccheri, elettore del Partito democratico, mi ha detto che da oggi inizierà il suo sciopero della fame e se entro una settimana non sarà risolta la mia questione farà pure quello della sete. Mi ha commosso. Anche alcuni politici, del Pd, tutti renziani mi han chiamato, chissà se Renzi lo sa, per testimoniarmi la loro solidarietà. E Forza Italia, devo dire, mi è accanto con forza. Mugnai, coordinatore regionale in Toscana di FI, ha dato un segnale forte chiedendomi di accettare l'incarico di vice coordinatore regionale vicario. Che accetterò. Da oggi ho una battaglia in più da fare». Sarebbe? «Fino a che non mi è arrivata la sospensione dalla carica, dicevo a me stesso: "Devi far sì che tutto ciò che accaduto a te non accada più a nessun altro". 39 giorni di galera, di cui 28 in isolamento e 117 giorni di domiciliari. Poi assolto. Con la decisione del 3 luglio, la battaglia si fa più ampia, non solo dal punto di vista giudiziario ma anche amministrativo. Serve ritornare all'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, indipendentemente dalle singole posizioni politiche, e bisogna che si arrivi al giusto processo. Vede, nella mia vita processuale ho incontrato oltre 20 magistrati ed ho trovato tutte persone serie e per bene e alla fine della fiera mi hanno assolto. Dico questo perché è responsabilità della politica modificare le leggi, non si può chiedere ai magistrati di non applicare quelle che ci sono. Poi, è ovvio, in ogni categoria ci sono le persone per bene e non. Chi sbaglia in buona fede e chi con dolo». Si sente un perseguitato politico? «Sono stato eletto, (era la seconda volta), nel 2005, col 60.3%, e dopo sei mesi mi han sospeso perché tratto in arresto: il dottor Domenico Manzione, all'epoca sostituto procuratore della Repubblica di Lucca, oggi sottosegretario degli Interni (con delega all'immigrazione, problema che mi sembra non stia affatto risolvendo) chiese per me l'arresto a dicembre, ed io a fine gennaio 2006 venni arrestato.Il 15 giugno 2015 sono stato rieletto sindaco col 55% dei voti, dopo un mandato di amministrazione di centrosinistra e il Prefetto di Lucca - i prefetti son diretti dipendenti del Ministero degli Interni, in rappresentanza del Governo - mi sospende dalla carica di sindaco alla velocità della luce con un provvedimento ghepardo». Ce l'ha con Renzi? «Un presidente del Consiglio non eletto governa il Paese e attraverso le sue emanazioni sospende un sindaco appena eletto dal popolo, che ha subito una via crucis giudiziaria (scaturita dalle richieste di un magistrato che oggi è sottosegretario degli Interni), dalla quale è stato assolto. Sa cosa mi spiace?». Cosa? «In questi pochi giorni da sindaco ho già ricevuto diverse comunicazioni di cittadini che mi chiedono rateizzazioni delle tasse comunali, un segnale che la crisi è ancora forte. E poi l'amministrazione uscente non ha lasciato approvato il bilancio di previsione e noi, entro il 31 luglio, lo dobbiamo portare. La mancanza del sindaco è un danno per la comunità e per la democrazia».
"Io, sindaco, colpito dalla Severino Ma anche i renziani sono con me"
Parla Mallegni sindaco di Forza Italia di Pietrasanta
