La crisi della Grecia non ha affatto radici lontanissime. Tra il 2000 e il 2007 il suo PIL cresceva del 6% all'anno. Il rating del debito, ossia la valutazione di affidabilità data alla Grecia dalle agenzie internazionali, era tra le più alte sul mercato. Anche per questi motivi Atene, battendo proprio Roma, ottenne l'assegnazione dei Giochi Olimpici del 2004, anno in cui, però, lo Stato è già diventato un colosso d'argilla. ORIGINE Nel 2004, per entrare nell'Euro e non eccedere il parametro europeo che obbliga un rapporto deficit/PILL non superiore al 3% il Governo è costretto a mascherare il dato reale che supera il 12%. Nel 2009 la crisi economica globale intacca due settori nevralgici il turismo e la distribuzione causando ulteriore sofferenza all'economia nazionale. Il rating viene abbassato da A- a BB+ ; gli operatori economici hanno così prestato denaro al paese a tassi sempre più alti, aumentandone ancora di più l'esposizione finanziaria e mettendo in pericolo la permanenza nell'eurozona. INTERVIENE LA UE Nel 2010 i paesi dell'eurozona e il FMI decidono di aiutare la Grecia approvando un prestito di salvataggio di 110 miliardi di euro in 3 anni, subordinando l'erogazione dello stesso alla realizzazione di severe misure di austerità. Nel 2011 però le agenzie di rating ulteriormente il rating della Grecia e ciò costringe il governo ad effettuare nuovi tagli per 6,5 miliardi di euro e nuove privatizzazioni al fine di ottenere nuovi prestiti da parte dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. LA CRISI PRECIPITA La crisi comincia a precipitare nel febbraio 2012 quando i partiti politici non trovano un accordo per attuare nuovi tagli alla spesa pubblica, resi necessari per avere l'aiuto economico dalla Troika (FMI, BCE, UE) di 130 miliardi di euro e poter far fronte così al rimborso dei bond in scadenza a marzo, di quasi 15 miliardi di euro. Il 12 febbraio 2012 il parlamento greco vota un nuovo piano di austerità ma la maggior parte dell'opinione pubblica è contraria e si verificano numerosi scontri ad Atene tra manifestanti e forze dell'ordine. Il 20 febbraio l'Eurogruppo approva la seconda tranche di aiuti alla Grecia di 130 miliardi rimandando così il default di qualche tempo. TSIPRAS Il Premier sta portando avanti un percorso costellato di stop and go nei rapporti con l'Unione. Dopo aver indetto un referendum il 5 luglio in cui i cittadini si esprimeranno sulle proposte di accordo con i creditori internazionali, sembra aver ammorbidito le sue posizioni oltranziste accogliendo l'accorato appello del Presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker a fare un passo in avanti verso un nuovo piano di salvataggio. RISCHIO CONTAGIO L'eventuale default della Grecia colpirebbe ovviamente anche i paesi esteri creditori nei confronti di Atene. Tra questi l'Italia, che è uno dei più esposti e il terzo creditore della Grecia con 65 miliardi di euro dopo Germania e Francia, potrebbe avere problemi di solvibilità, si parla in questi casi di effetto contagio.
Le bugie e i debiti del gigante d’argilla
Tra il 2000 e il 2007 cresce del 6%. Nel 2004 soffia le Olimpiadi a Roma. Per avere l’euro nasconde il rapporto deficit-pil. Dal 2012 è tutta una discesa
