Lo Stato islamico compie un anno e i «festeggiamenti» sono iniziati. Era il 29 giugno 2014 quando un uomo vestito di nero e con la barba lunga come il Profeta Maometto, si è presentato al mondo con il nome di Abu Bakr al-Baghdadi, dichiarando di essere il leader del Califfato, un territorio compreso tra Siria e Iraq, caduto nelle mani dei fondamentalisti islamici. Le promesse di seminare il terrore in tutto l'Occidente si sono susseguite durante le settimane e i mesi, fino ad arrivare alla vigilia del suo primo compleanno. Da ieri l'offensiva è partita ufficialmente e le intelligence di mezzo mondo temono proprio le «celebrazioni». Con sgozzamenti, esecuzioni sommarie, attentati e minacce di attacchi, durante 12 mesi di attività terroristica i seguaci di al-Baghdadi hanno inondato la Rete e i media con video, manuali e messaggi di ogni genere. Ora l'incubo continua e l'elenco degli obiettivi sensibili diventa lunghissimo. L'Italia, in tutto questo, è il ventre molle di un sistema organizzato dall'Isis per portare in Europa 200 milioni di musulmani per combattere gli infedeli. Un milione è già passato attraverso le rotte dei Balcani e la fascia caucasica.
Lo Stato islamico compie un anno Anniversario di morte
Lo Stato islamico compie un anno e i «festeggiamenti» sono iniziati. Era il 29 giugno 2014 quando un uomo vestito di nero e con la barba lunga come il Profeta Maometto, si è presentato al mondo con...