Una mina espolsa in tarda mattinata direttamente sul Campidoglio, quella del Palaexpo di Roma Capitale, a movimentare, semmai ce ne fosse bisogno, un’altra giornata al cardiopalma per il sindaco Ignazio Marino. Con una lettera inviata al primo cittadino e al presidente del Collegio dei Revisori dei conti l’intero Consiglio di amministrazione ha annunciato le proprie dimissioni. Agghiaccianti le motivazioni dei cinque membri del direttivo, Claudia Ferrazzi, Claudo Strinati, Silvana Novelli, Franco Bernabé, Lorenzo Zichichi: «Roma Capitale è venuta meno ai propri obblighi finanziari rendendo oggettivamente impossibile lo svolgimento delle attività». Uno schiaffone in piena guancia da parte del Palaexpo, che ricordiamo gestisce il Palazzo delle Esposizioni, le Scuderie del Quirinale e la Casa del Jazz, a un’amministrazione capitolina che vacilla ogni giorno di più ma che non ha tardato, un una indedita nota congiunta del sindaco e degli assessori alla Cultura, Marinelli, e al Bilancio, Scozzese a replicare, e piccata al punto tale da far presupporre che non sia stato proprio un fulimine a ciel sereno. «Prendiamo atto delle dimissioni del Cda di Palaexpo. La situazione dal punto di vista dell’amministrazione è questa: il Comune di Roma, nell’ambito del piano di rientro dei conti, ha confermato la centralità della cultura tra i settori di intervento pubblico, indicando a ciascuna istituzione obiettivi mirati ad accrescere l'offerta anche in una razionalizzazione dell’impegno delle risorse pubbliche. In molti casi - dice la nota - questo obiettivo è stato perseguito e raggiunto (è il caso dell’Opera, che ha accresciuto numero degli spettacoli, presenze e incassi). Per quanto riguarda il Palaexpo, la missione indicata era la stessa: tenere alto il livello dell'offerta culturale, accrescere le entrate dei biglietti, perseguire l'obiettivo di raccogliere accanto al finanziamento pubblico risorse di investitori e donatori privati. Prendiamo atto che questi obiettivi non sono stati raggiunti, pur dando atto al cda del lavoro svolto. In attesa della due diligence, già prevista per l’azienda speciale Palaexpo, il Comune di Roma nominerà subito un commissario per garantire la prosecuzione delle attività programmate e contemporaneamente verranno definiti il nuovo assetto del Palazzo e il suo rilancio». Sul piede di guerra i sindacati: «Da anni denunciamo tagli insostenibili che l’attuale amministrazione ha reiterato, la mancanza di un reale progetto di rilancio delle strutture e la difficoltà di sopperire ai mancati trasferimenti pubblici con altre forme di finanziamento - ricordano in una nota Fp Cgil Roma e Lazio e Uil Pa Roma e Lazio - tutti gli appelli, le richieste di intervento e di incontro recapitate al sindaco Marino, sono cadute nel vuoto, così come non ha ottenuto nessuna risposta il grido di allarme lanciato dai lavoratori con una lettera aperta allo stesso primo cittadino della Capitale. Ci aspettiamo che adesso, dopo questo gesto forte del Cda, non ci sia uno scaricabarile di responsabilità e l’amministrazione apra un confronto per mettere in sicurezza e rilanciare l’azienda. Senza risposte immediate, partirà la mobilitazione». L’attacco più pericoloso, tuttavia, arriva dal deputato renziano Michele Anzaldi, da giorni molto attento alle vicende capitoline: «Le dimissioni in blocco dei vertici del Palazzo delle Esposizioni rappresentano un nuovo schiaffo alla cultura nella Capitale, dopo l'addio del maestro Riccardo Muti e le vicissitudini dell'assessorato alla Cultura rimasto a lungo vacante. È augurabile che la situazione sempre più preoccupante venga al più presto presa in mano, visto il valore che il settore culturale ha per Roma».
Roma a pezzi, si dimette il cda Palaexpo
I vertici dell’agenzia speciale lasciano per "gravi mancanze da parte del Comune"
