La Chiesa apre ai gay ed ai divorziati? La domanda, ritenuta blasfema sino a poco tempo fa, ieri è entrata di prepotenza nel dibattito pubblico sui temi della famiglia, dopo la pubblicazione in Vaticano di "Instrumentum Laboris", il documento che sarà il punto di partenza delle discussioni al Sinodo fortemente voluto da Papa Francesco. Ne parliamo con Don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità «Exodus», una vita trascorsa nel sociale, dalla parte degli ultimi. Don Mazzi, su temi come la famiglia, la comunione ai divorziati, i gay, la Chiesa è alle soglie di una rivoluzione oppure no? «Sono i primi, timidi, passi che questo Papa tenta di fare contro una burocrazia ferma a due secoli fa. Sono i primi vagiti e bisogna avere coraggio». Coraggio? Si spieghi meglio? «Vede, la parola accoglienza deve essere vissuta a trecentosessanta gradi, perché sa, se poi cominciamo a metter le virgole all'accoglienza allora il significato cambia. Va mica bene». Le virgole sarebbero? «Devo dirle la verità, io non son diventato matto a leggere le anticipazioni che ho visto sino ad ora sul documento. Bisogna allargare i sacramenti, darli anche a chi ha esperienze, come dire, non lineari, ed una esistenza non ligia alla cosiddetta normalità». Sta pensando per caso ai gay ed ai trans? O a cos'altro? «Certo, penso agli omosessuali, ai trans, a tutti. Vede, se io accolgo allora accolgo chiunque e sempre. Posso mica dire, accolgo dalle 7 alle 9 e poi chi si è visto si è visto. Oppure, accolgo Tizio sì e Caio no. Se la porta è aperta allora deve essere spalancata a tutti». Vuol dire che il documento non cambierà nulla? «Ritengo che siamo davanti ai primi vagiti di un mutamento di visione della Chiesa rispetto alla storia dell'uomo. Sa, la dottrina non vale più della vita. E la verità dovrebbe fare i conti con ognuno di noi. Pensi a Cristo». Che c'entra Cristo? «Gesù Cristo è stato crocifisso perché era eretico rispetto alla Chiesa di allora. Era un dissidente». Non starà esagerando? «Ascolti. Quando Ponzio Pilato ha chiesto a Gesù quale fosse la sua verità, Cristo gli ha risposto, "Io sono la via, la verità e la vita". Ed in quel momento Cristo era l'eretico rispetto al Potere di allora. Ricordiamocelo sempre questo, sempre». Secondo lei Papa Francesco sta provando a cambiare le cose oppure no? «Sono contento che questo Papa stia provando a cambiare ma siamo ancora ai primi segnali. C'è una Curia, che io non chiamo romana ma il Sinedrio, potente, che comanda in Vaticano. Sa che Gesù non è mai..». Ancora Gesù? «Sa che Gesù non è mai entrato nel Sinedrio e poche volte è entrato nel Tempio. Le messe le ha dette fuori dal Tempio». Lei non crede che il Sinodo di ottobre possa servire a dare un segno di cambiamento per (e nella) Chiesa? «Non mi illudo sul Sinodo di ottobre, la Chiesa oggi vuol dire ancora Potere. Il problema non sono soltanto i divorziati, il matrimonio o i temi della famiglia, se parliamo di accoglienza dobbiamo pensare a tutti. E la povertà dove la mettiamo?». Dove? «La Chiesa è ancora così ricca mentre fuori ci sono milioni di poveri. Bisogna cambiare anche questo». Don Mazzi, lei è una vita che si batte per i più deboli, non la facevo così pessimista? «Io spero che le cose cambino ma, accada quel che accada, di certo non mi spaventerò. Se la Chiesa va avanti, bene, io comunque vado per la mia strada. E se vedo che uno è divorziato o è omosessuale ma negli occhi ha lo sguardo della bontà, io la comunione gliela dò lo stesso».
"Da sempre offro l’ostia pure agli omosessuali"
Parla Don Mazzi
