"Questa non è un'emergenza. Le emergenze sono altre, sono nei paesi dove c'è la guerra. E' nel Mediterraneo dove sono morte 1800 persone. Questa è la vera emergenza". Il presidente della Camera, Laura Boldrini, durante la sua visita al centro di prima accoglienza a Milano allestito all'interno della Stazione Centrale, sembra ignorare il numero di immigrati arrivati nel capoluogo lombardo: da ottobre 2013 ci sono stati 65.500 profughi ospitati nelle strutture milanesi, 300 solo nell'ultima settimana. Fa sapere: "Il nostro Paese ha accolto 58 mila migranti che rappresentano lo 0,1% della popolazione. Esiste un paese nel mondo popolato da 60 milioni di rifugiati, di persone che fuggono. Sono persone -ha proseguito - che non hanno scelto di andare via ma sono state costrette. Per questo dobbiamo gestire la situazione con sobrietà e senza inutili allarmismi". Il presidente della Camera ha quindi invitato tutti a essere più impegnati nel comunicare. La visita a Milano. La Boldrini, arrivata alla stazione Centrale di Milano, è stata ricevuta dal prefetto Francesco Paolo Tronca, il questore Luigi Savina e l'assessore alle politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino. L'incontro con i migranti è avvenuto nei nuovi spazi messi a disposizione da Grandi Stazioni dopo che per giorni gli stessi avevano soggiornato all'interno di due strutture in plexi-glass. "Milano ha dimostrato di avere gli anticorpi, di essere reattiva, capace di rimboccarsi le maniche quando serve e offrire le soluzioni giuste". È quanto ha affermato, incontrando tutte le associazioni di volontariato che in questi giorni stanno operando per affrontare l'emergenza profughi. Dopo aver visitato il centro ai volontari ha detto: "Date un bell'esempio e siete la dimostrazione che i milanesi non si perdono, sono sempre capaci di rispondere". No ai muri. "No ai muri perché non portano progresso e voi avete detto di no al muro e sì ai ponti". La Boldrini ha voluto ringraziare i volontari che alla Stazione centrale di Milano: "Molti parlano per alimentare i peggiori sentimenti e l'odio che crea i muri. Ergere muri non aiuta il progresso dell'umanità e la Germania ha cominciato ad essere un grande paese in tempi più recenti proprio perché ha abbattuto quel muro. I muri -ha proseguito- bloccano i processi e bloccano l'integrazione politica. Schengen è stata una delle conquiste più importanti dell'Europa e Schengen significa libera circolazione. Non consentire questo vuol dire fare un passo indietro rispetto al progetto politico europeo, rivedere un film già visto. Con l'arrivo dei giovani tunisini dopo la Rivoluzione dei gelsomini e dopo i bombardamenti in Libia ci furono le stesse situazioni di tensione tra Italia e Francia", ha sottolineato la presidente della Camera in merito ai rapporti tra Francia e Germania. Momenti di tensione "che si superarono e che mi auguro si superino anche ora perché occorre mirare a una condivisione delle responsabilità. Stiamo parlando di numeri gestibili: l'Europa, che è basata sulla solidarietà e sul rispetto dei diritti fondamentali non può perdere questa sfida e il ruolo dell'Europa sarà ancora più incisivo se l'Italia riuscirà a presentarsi con un progetto che rifletta la realtà del territorio italiano".
Immigrati, Boldrini sembra ignorare la crisi: "Qui nessuna emergenza"
La presidente della Camera alla stazione di Milano incontra i volontari che si occupano dei profughi, ma sottovaluta il problema
