"Dobbiamo riconoscere i colpevoli veri, non si può sparare nel mucchio...". Nel pieno della bufera giudiziaria provocata dall'inchiesta Mafia Capitale Matteo Renzi promette il pugno di ferro contro chi, a cominciare da esponenti del Pd, "ha corrotto ed è stato condannato" ("deve andare subito a casa e uscire definitivamente dalla politica"), ma invita "a non fare di tutta l'erba un fascio". Garantisti sì, ma non giustizialisti. Da qui la difesa del sottosegretario di Ncd, Giuseppe Castiglione, coinvolto nelle indagini: "Ho cinque sottosegretari con l'avviso di garanzia, tre del Pd. Siccome credo nella Costituzione e ho giurato sulla Carta, un cittadino è innocente finché non viene provato il contrario". "Questo per me - sottolinea il leader Dem, oggi a Genova per rispondere alla Repubblica delle Idee intervistato da Ezio Mauro - è il discrimine tra giustizia e giustizialismo. Io ho anche avuto un padre indagato qui a Genova. Non mi troverete mai dalla parte di quelli per cui un avviso di garanzia significa richiesta di dimissioni". Il "Pd è coinvolto? Mi dicano chi è coinvolto, lo cacciamo e deve stare in carcere fino all'ultimo giorno", avverte rievocando i tempi di Mani Pulite: "Anche Tangentopoli, che pure ha fatto grande operazione di pulizia in Italia, mi sembra aver dato l'impressione certe volte di puntare a una grande opera di moralizzazione pubblica più che all'arresto dei colpevoli". Renzi condanna la politica del malaffare, la criminalità che compra assessori e consiglieri comunali: "Mi vergogno quando leggo certe intercettazioni, è inaccettabile, potevamo fare di più, ma abbiamo imboccato la strada giusta". Poi passa al caso De Luca, alle prese con la spada di Damocle della decadenza, e garantisce: "Non modificheremo la legge Severino, perché sarebbe un atto ad personam e il tempo delle leggi ad personam è finito, non ci sarà nessun favoritismo. De Luca, giura, De Luca non ha nulla a che fare con mafia e camorra. Va detto. Come per il sindaco de Magistris si tratta di abuso di ufficio". (Foto Twitter)
Renzi: "Punire colpevoli veri"
Il premier a Genova parla di Regionali e Mafia Capitale. E difende Castiglione: "Avviso garanzia non significa dimissioni".
