Sedici impresentabili, undici nelle liste collegate al centrodestra, cinque in quelle che sostengono i candidati del Pd. Ma soprattutto uno, il più importante: Vincenzo De Luca, aspirante governatore della Campania su cui gravava già la tagliola della legge Severino in caso di elezione. Mentre altro nome noto è quello di Sandra Lonardo, moglie dell’ex ministro Clemente Mastella e candidata in Campania da Forza Italia. A leggere la lista delle polemiche è Rosy Bindi, subito travolta dalle accuse del suo stesso partito. A chi, come il renziano Ernesto Carbone, la accusa di aver violato la Costituzione pur di vendicarsi di Renzi che vuole «rottamarla», la pasionaria Rosy non replica, «perché non voglio abbassarmi al loro livello». Ma le accuse arrivano anche dalle altre forze politiche, che addebitano alla Bindi la pessima tempistica dell’operazione, a soli due giorni dal voto («ma non avevamo mezzi per fare più in fretta» si difende lei) e soprattutto i criteri con i quali è stata composta la lista, inserendo esponenti già assolti in primo grado ed escludendo invece gli imputati di reati come il peculato. E ci sono anche esponenti della stessa commissione Antimafia che accusano la Bindi di aver fatto tutto da sola, come il socialista Marco Di Lello, segretario dell’organo: «Nessuna condivisione è stata voluta dalla Bindi e nessuna responsabilità, anche in ordine agli inaccettabili ritardi con cui si è arrivati a rendere nota la lista, è addebitabile a commissari o ufficio di Presidenza. La presidente Bindi se ne assuma dunque in pieno la responsabilità». E che non tutto abbia funzionato come avrebbe dovuto lo dimostra anche la gaffe fatta sul campano Biagio Iacolare, dell’Udc, inizialmente inserito nella lista e depennato in serata per la scoperta di un’assoluzione sfuggita alla commissione. Un segno di inaccuratezza che non è proprio il viatico migliore per spegnere le polemiche feroci intorno agli «impresentabili».
Tutti gli impresentabili dell’Antimafia
Sedici nomi nella lista, undici con il centrodestra, cinque con la sinistra. Ma è terremoto per la presenza di De Luca, candidato Pd in Campania
