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Strutture sportive «nel pallone» L’ultimo scoop

@ Almeno 126 strutture concesse a canoni bassissimi a società sportive, le quali a loro volta spesso hanno messo su un vero e proprio business dando vita anche a circoli sportivi esclusivi e...

Almeno 126 strutture concesse a canoni bassissimi a società sportive, le quali a loro volta spesso hanno messo su un vero e proprio business dando vita anche a circoli sportivi esclusivi e frequentati da vip. È stato questo «Affittopoli 3», il terzo filone dell’inchiesta scoperchiata da Il Tempo, nel caso specifico anche grazie ai dati pubblicati dalla Commissione Revisione della Spesa di Roma Capitale, guidata dal consigliere M5S, Daniele Frongia. Sono saltati fuori, infatti, canoni irrisori (51 euro l’anno il caso limite), ma anche ben 32 concessioni scadute, mentre per altre 16 la scadenza è prevista in questo 2015. Ma non è tutto: ci sarebbero ben 2 milioni di euro l’anno di mancate riscossioni e altre concessioni della durata di quasi mezzo secolo, quando il limite massimo, sarebbe di soli 30 anni. Un danno per le casse comunali che in Commissione stimano in circa 40 milioni di euro, per una morosità negli ultimi 12 anni di almeno l’80%. I canoni bassi e le concessioni dovrebbero servire alle società sportive per avere una funzione sociale e applicare le tariffe calmierate del Comune, come ad esempio per le scuole calcio. Ma questo avviene? Non sembra: i controlli sono quasi inesistenti e spesso le tariffe imposte dal Campidoglio non vengono rispettate, anche utilizzando stratagemmi come l’acquisto obbligatorio da parte degli atleti di kit e gadget con il logo della società concessionaria. L’inchiesta ha stimolato anche il neo assessore capitolino allo Sport, Paolo Masini, che sta lavorando in questi giorni a un nuovo regolamento. «Un po’ furbescamente - ha riferito a Il Tempo - per farsi prolungare gli anni di concessione, alcune società hanno fatto lavori di ampliamento poco prima della scadenza. In molti casi questi lavori gliel’ha chiesti nessuno. Non è più ammissibile che una società sportiva stia 10 anni in più in un centro sportivo senza motivo. Tutto dovrà passare da bandi di gara certi. E poi bisogna rivedere i canoni».

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