Politica

Malcontento in marcia

di Gian Marco Chiocci Oggi, 24 maggio, è il Piave di Roma. Un popolo piegato e ferito va alla guerra col sindaco «straniero» della Capitale. Non poteva esserci altra data per suggellare la protesta...

Oggi, 24 maggio, è il Piave di Roma. Un popolo piegato e ferito va alla guerra col sindaco «straniero» della Capitale. Non poteva esserci altra data per suggellare la protesta avverso un’amministrazione sorda ai richiami delle periferie, indifferente all’impunità dei campi nomadi, noncurante delle lagnanze di quanti si organizzano in ronde per difendere i propri diritti. Stamattina in quel mondo perduto di Ponte di Nona, devastato dalle ruberie e dai roghi tossici della baraccopoli di Salone, la gente per bene di tutta Roma scenderà in piazza. Gente proveniente da 72 quartieri, degradati e non. Gente che non è razzista, non è estremista, fascista e nemmeno comunista. Gente qualunque che ha perso fiducia e pazienza per ciò che ogni giorno, notte inclusa, vede consumarsi sotto casa. Gente solitamente cortese che rabbrividisce al trattamento in guanti bianchi per chi delinque, come il senegalese che due giorni fa ha accoltellato un carabiniere e da ieri è già felicemente a casa. Gente stanca e indispettita dalle politiche «razziste» del Campidoglio che si rifà dei milioni regalati ai rom caricando di tasse e di multe la collettività. Oggi, 24 maggio, la Capitale mormorò: non passa lo straniero, zun zun.

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