Politica

Due mesi di polemiche per fare una giunta

Il Pd calabrese deve ripartire da zero, dal ripasso addrittura dell’abecedario. All’indomani della vittoria di Oliverio alle regionali, il premier Renzi esulta. Ai successi in Abruzzo e Sardegna e alla vittoria col 40,8% alle europee, si aggiunge il 23 novembre 2014 l’affermazione in Emilia Romagna e in Calabria, preceduta una settimana prima da quella in Basilicata. Risultato schiacciante: 6-0 per il sindaco d’Italia tra europee e regionali. Poi però arrivano i problemi. Perché a distanza di mesi, la giunta regionale calabrese guidata da Oliverio fatica a prendere forma. Lo psicodramma finale si verifica a metà gennaio, quando Maria Carmela Lanzetta, ministro agli Affari regionali del governo guidato dal segretario Pd, viene nominata assessore a sua insaputa. Due mesi di trattative nel Pd per formare la nuova giunta: parole su parole, interventi da Roma, pontieri, garanti. Con un risultato: tutto sempre in alto mare. A fine gennaio Oliverio ufficializza quattro nomi: oltre alla Lanzetta, Ciconte, De Gaetano e Guccione. Ma su Nino De Gaetano si scatenano le polemiche: politico giovane ma navigato, già assessore regionale e due volte consigliere regionale, non ricandidato. I vertici Dem non gli perdonano l’inchiesta (lui però non è indagato) su presunti «voti di scambio con la cosca Tegano» nelle regionali 2010. Delrio, a nome del governo e quindi di Renzi, si schiera contro Oliverio per la nomina di assessore del reggino. Subito dopo arriva il passo indietro della Lanzetta. Il Pd calabrese finisce nel caos più totale.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.