Politica

E la "Buona Scuola" è ferma al palo

Matteo incontra i sindacati. Ma per ora le posizioni restano distanti

«Torno alle riunioni di oggi. Dialogo su #labuonascuola è utile. Nei prossimi giorni faremo su questo un #matteorisponde». È l'annuncio del premier Matteo Renzi su twitter dopo il confronto a Palazzo Chigi sulla riforma della scuola, che ha lasciato ancora una distanza non colmata fra le posizioni. Pertanto ci potrebbe essere il blocco degli scrutini, hanno annunciato i sindacati di categoria al termine dell’incontro tra governo e Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Cobas. Intanto, ieri gli studenti hanno boicottato i test Invalsi. «Anche quest’anno abbiamo promosso il boicottaggio delle prove Invalsi, chiedendo agli studenti di non compilare a testa bassa dei test costosi, dannosi, escludenti e antidemocratici» ha detto Danilo Lampis, coordinatore nazionale Unione degli Studenti (Uds). «Sulla scia della grande giornata di sciopero del 5 maggio, il dato di mobilitazione studentesca nella giornata di oggi è stato altissimo». «Gli emendamenti sono insufficienti. Bisogna ripartire dalla piattaforma rivendicativa dello sciopero della scuola» ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Le fa eco Susanna Camusso: «Gli emendamenti approvati non modificano la sostanza. Cambiamento sì ma non come vorrebbe il governo» ha affermato il segretario generale della Cgil: «Deve essere chiaro a tutti che il ddl nonostante le poche modifiche intervenute così com’è è' un modello non condiviso nella scuola e quindi continueremo le iniziative per cambiarlo» ha aggiunto la Camusso. «Le modifiche che sono state introdotte in Parlamento», ha ripreso Furlan, «non sono sufficienti perché non rimuovono i punti critici che noi non condividiamo. Se si fossero fatti prima altri incontri con il Governo sicuramente avremmo costruito un percorso più utile per cambiare la scuola. Speriamo che questo incontro non sia rituale ma dia risposte alle questioni concrete poste dal sindacato». Il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, ha «apprezzato gli sforzi del Governo per apportare modifiche, ma sono insufficienti. Precariato, valutazione e contratto: sono questi i tre punti su cui chiediamo interventi. Cosa succede dopo questo incontro? Quando e come ci farete sapere se vi abbiamo convinto con le nostre idee di buona scuola?» Per il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, «non si deve arretrare fino a dare ai sindacati tutto ciò che chiedono». Alfano ha rivendicato: «Anche nella riforma della scuola c’è qualcosa che appartiene alle nostre storiche battaglie, mi riferisco alla parità tra scuola statale e scuola non statale che secondo noi rientrano entrambe all’interno del servizio pubblico, quindi il fatto che ci siano delle detrazioni fiscali per le scuole paritarie per noi è un elemento di grande successo. Noi abbiamo realizzato con questa specifica battaglia un'altra volta una grande e storica missione del nostro schieramento politico». Qualche timida apertura, in serata, è sembrata arrivare: «Oggi c’è stato certamente un atteggiamento di ascolto da parte del Governo. Si può ancora cambiare il provvedimento del governo» ha affermato Annamaria Furlan al termine dell'incontro.

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