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L'Europa boccia l'Italia. Per 92 volte

Il premier contro l'Unione Europea: "Come uno studente svogliato". Ma la risposta è uno spietato dossier con le più incredibili sanzioni al nostro Paese LEGGI ANCHE Renzi spavaldo attacca la Ue

L’ultimo caso c’è stato il 29 aprile. La Commissione europea ha archiviato una procedura d’infrazione ai danni dell’Italia. Ad oggi i provvedimenti a carico del nostro Paese sono 92. Di questi, 73 riguardano la violazione del diritto dell’Unione e 19 il mancato recepimento di direttive. I settori più colpiti sono ambiente (16 procedure), Trasporti (12), Fiscalità e dogane (8), Salute (6), Affari economici e finanziari (5). Difficile stimare quanto ci costeranno le sanzioni (che vengono definite nell’arco di parecchi anni) ma nel 2012, a causa delle violazioni dei diritti dei cittadini riscontrate dalla Corte di Strasburgo, l’Italia è stata condannata a versare indennizzi per 120 milioni, un record. Tra i procedimenti, c’è di tutto. Si va dal «Mancato recepimento della direttiva (...) che riguarda le norme sanitarie che disciplinano gli scambi e le importazioni nell’Unione di cani, gatti e furetti» alla «Formazione delle squadre di pallacanestro nelle competizioni professionistiche organizzate dalla Federazione Italiana Pallacanestro». Sull’immigrazione ce ne sono parecchi. Nonostante l’impegno, quasi sempre in solitudine, dell’Italia per far fronte agli sbarchi e per accogliere gli stranieri, l’Ue bacchetta il nostro Paese per «Non corretto recepimento della direttiva recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare e presunta violazione della direttiva recante norme minime relative all’accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri». Ancora: la Commissione contesta la «situazione dei minori non accompagnati richiedenti asilo» e il mancato recepimento della direttiva sulla «prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime». Molte «bacchettate» anche su ambiente e inquinamento. C’è una procedura aperta per «cattiva applicazione della direttiva relativa alla qualità dell’aria ambiente - Superamento dei valori limite di PM10 in Italia». Un’altra per «cattiva applicazione della direttiva relativa alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano. Valori di arsenico». Ovviamente ne è stata aperta una per lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, un’altra per l’emergenza rifiuti in Campania, un’altra ancora per la «non corretta applicazione delle direttive» sui rifiuti pericolosi e sulle discariche. C’è anche una contestazione per la «commercializzazione dei sacchetti di plastica». Non manca la salute: l’Italia è sotto la lente della Commissione Ue per non aver seguito «le procedure informative per lo scambio tra Stati membri di organi umani destinati ai trapianti». C’è stato un «cattivo recepimento» anche della direttiva che riguarda «viaggi, vacanze e circuiti "tutto compreso"». Infine, la pornografia. Il nostro Paese ha subìto una procedura d’infrazione per il «mancato recepimento della direttiva sulla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile». La maggioranza delle procedure d’infrazione contro l’Italia si trova attualmente nella prima fase, quella definita «pre-contenziosa». A questo livello, la Commissione compila una lettera di messa in mora e stabilisce un termine entro il quale lo Stato deve rispondere. Nel caso la Commissione non fosse soddisfatta dalle argomentazioni date dal Paese, adotta un «parere motivato», con cui invita lo Stato a prendere le misure necessarie. Se il Paese non si adegua, scatta la «fase contenziosa» di fronte alla Corte di giustizia che, nella sua eventuale sentenza, può prevedere sanzioni pecuniarie anche molto pesanti.

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