Politica

Regioni in rivolta: no a nuovi arrivi anche da Veneto e Lombardia

Chiamparino (Piemonte) contro i colleghi: "C'è chi smarca per motivi politici". Mercoledì era stata la Val D'Aosta a chiudere le frontiere

La fotografia sullo stato dell’immigrazione fatta dal Prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento per le libertà civili nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza, identificazione e trattenimento dei migranti, ha generato un immediato dibattito tra le istituzioni, specialmente a livello regionale. Il funzionario ha comunicato un aumento degli sbarchi del 15% rispetto allo scorso anno, con un intervallo nella frequenza di appena sei ore. Il Viminale punterà in futuro sul sistema Sprar, che vede coinvolti anche i Comuni nella rete di assistenza, cercando così di superare le strutture del passato. L’Italia in questo momento sta accogliendo circa 84 mila persone, tra adulti e minori: circa 20 mila nello Sprar, 10 mila delle strutture nazionali come quelle di Crotone e Bari e 42 mila in quelle temporanee. Nei Cie, invece, restano non più di di 340 persone che non si è riusciti ancora ad identificare. Morcone ha aggiunto di voler concertare le politiche di accoglienza con i Sindaci ma di aver ricevuto il rifiuto da parte della Val d’Aosta di 79 posti nei suoi 74 Comuni. Stessa posizione da parte del governatore del Veneto Luca Zaia: «La mia regione è una tra le prime tre per numero di immigrati con 514mila, il 10,5% della popolazione, dei quali 42mila senza lavoro, a fronte di alcune regioni che ospitano il 2%. Perciò noi diciamo no: abbiamo già dato». Il Presidente della Toscana Rossi si è detto «contrario alle tendopoli e alle concentrazioni, alle caserme per accogliere i profughi. Ribadisco che su questo argomento dobbiamo porci dei limiti qualitativi». Uno no motivato anche da Roma, per bocca dell’Assessore alle Politiche Sociali Francesca Danese: «Roma accoglie già oltre 10mila richiedenti asilo. Con tutta l’area metropolitana i numeri crescono, arrivando a 66mila totali, quindi abbiamo un sesto dei richiedenti di tutta Italia. Questi numeri non possono consentire ulteriori aggravi, abbiamo raggiunto il nostro tetto». Disponibile invece il Presidente della Confereza delle Regioni Sergio Chiamparino: «Se c’è una situazione che si avvicina all’emergenza, bisogna lavorare come se questa già ci fosse. Non tutte le Regioni condividono la posizione che ho espresso, e cioè contribuire all’accoglienza distribuita in modo più equo su tutto il territorio nazionale in modo che non siano solo le regioni rivierasche del sud ad avere il carico dell’accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo. C’è chi ha detto no per motivi politici. Però chiediamo che ci sia una più stretta cooperazione anche fra le diverse amministrazioni dello Stato». Il presidente dell’Anci Piero Fassino ha infine annunciato incentivi per i Comuni «virtuosi»:«È stato deciso di allargare il numero dei profughi che saranno ospitati dai Comuni col metodo Sprar, verranno previsti dei meccanismi incentivanti e premiali per i Comuni che concorreranno a questo sforzo».

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