Politica

Il corridoio umanitario

di Gian Marco Chiocci Nel presentare il calendario del Giubileo, quel brav'uomo di Rino Fisichella, arcivescovo e manager, cui il Papa ha delegato l'organizzazione dell'Anno Santo, ha recitato l’enne...

Nel presentare il calendario del Giubileo, quel brav'uomo di Rino Fisichella, arcivescovo e manager, cui il Papa ha delegato l'organizzazione dell'Anno Santo, ha recitato l’ennesima preghiera al sindaco di Roma. Stufo, come lo sono tutti, dell’abusivismo dilagante tollerato oltre ogni decenza dall’amministrazione capitolina, il presule ha indirettamente ricordato al primo cittadino che l’indulgenza plenaria va conquistata coi fatti. La Capitale, così com'è, non può accogliere milioni di pellegrini senza darsi una regolata e una ripulita. Perché non se ne può più, tutt’intorno San Pietro, ma anche a ridosso delle altre basiliche, dei venditori illegali che braccano i forestieri arrivati da mondi lontani. Per questo, monsignor Fisichella ha annunciato una sorta di corridoio umanitario a difesa dei pellegrini «chiamati a vivere questo momento con preghiera e riflessione, se possibile in silenzio, al riparo dalle intemperie dell'abusivismo del commercio che ogni giorno sembra investire milioni di persone che giungono nei luoghi sacri della cristianità. Basta arrivare nei pressi del Vaticano per vedere che c'è di tutto, da chi vende macchinette per il selfie agli oggetti più svariati». Il ricorso a un percorso anti vu cumprà è uno schiaffone al sindaco del terzomondismo e dell’illegalità impunità. Persino i vigili urbani si sono arresi all’evidenza: «L’abusivismo è aumentato del 30 per cento». Ieri abbiamo spedito i nostri cronisti a contare nuovamente, strada per strada, tutti gli abusivi del centro e vicino San Pietro. Il trenta per cento, credeteci, è un dato per difetto.

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