Ieri Renzi è riuscito a gelare tutti: dopo sette giorni da dimenticare, di quelli che riuscirebbero a mettere in crisi anche il mago Silvan lui, il premier, senza nemmeno un’ombra di ironia ha dichiarato: «È stata una settimana splendida». Così, durante la visita alla casa-museo di Pavarotti a Modena. Ha voluto replicare, con aria anche un po’ stupita, a chi gli chiedeva un commento su una settimana indubbiamente «difficile», trascorsa tra sbarchi, rivolte interne al Pd legate all’Italicum, l’ennesimo rinvio del processo ai marò, l’aumento della disoccupazione e il tragico Primo maggio di disordini all’Expo. Renzi non ha fatto una piega, durante la tappa del «Discover Ferrari e Pavarotti land», il circuito inaugurato con Expo per far conoscere le eccellenze del territorio emiliano-romagnolo. Per Renzi, ieri, è stata una giornata di incontri e autocelebrazione, culminata con la visita alla Festa dell’Unità di Bologna, dove ci sono stati scontri e tafferugli tra chi voleva contestarlo e le forze dell’ordine. Fuori. Dentro, invece, Renzi ha dichiarato con convinzione che «non ci fermeremo a cento metri dal traguardo. Si cambia perché la gente ce lo chiede». Ha poi annunciato la rinascita della storica testata del Partito comunista: «Insieme a Gianni Cuperlo abbiamo alcune idee bislacche» sul rilancio dell’Unità: «Da qui alla prossima festa nazionale a Milano ritroverete l’Unità in edicola e ci starà a lungo. Beh, insomma, compratela...». E ancora sulle riforme: «Non c’è bisogno di dire qui che il nostro Pd ha il compito di restituire all’Italia la speranza, piaccia o non piaccia ai gufi, salveremo l’Italia tutti insieme, teniamo botta, tenete botta». Terminato il suo intervento dal palco Renzi si è fermato a parlare con alcuni docenti precari che avevano contestato la riforma della scuola. Il premier ha difeso il progetto, aprendo però all’ipotesi di modifiche. «Non è una riforma prendere o lasciare», ha detto, avvertendo però che «se salta la riforma, saltano anche le 100 mila assunzioni» dei precari, previste dal piano del governo. E ancora, lasciando la Festa dell’Unità: «L’Italia è un Paese meraviglioso, può cambiare e noi lo cambieremo», ha concluso. Di fronte a tanto trionfalismo, in una settimana tragica, la risposta dell’opposizione è stata composta: «Disoccupazione ai massimi storici, #Milano devastata, migliaia di clandestini sbarcati. Per Renzi è stata: "Una splendida settimana". Per il premier come sono le brutte settimane? Cambiamo insieme la Liguria e l’Italia», ha scritto su Facebook Giovanni Toti, (FI) e candidato alla presidenza della Liguria. «Renzi torna tra gli esseri umani - twitta Barbara Saltamartini (Lega) - Settimana splendida? Forse per lui, non per gli italiani». Resta il dubbio sull’interpretazione politica da dare alle affermazioni del premier. Forse bisognerebbe interrogare Edoardo Bennato autore, anni fa, del bellissimo, profetico album: «È asciuto pazzo ’o padrone».
Matteo: "Che settimana splendida"
Il premier fa il simpatico. Eppure sono stati sette giorni da dimenticare
