Politica

Meloni e Salvini ci provano: fronte anti-Renzi

Dopo il caos Puglia, Lega e Fratelli d’Italia lanciano l’asse in Toscana e Marche "Sono due Regioni simbolo della peggiore sinistra e del Patto del Nazareno"

Due Regioni, un unico laboratorio politico da cui ripartire per ricostruire un centrodestra davvero alternativo al Pd e a Matteo Renzi. Fratelli d’Italia e Lega Nord rompono finalmente gli indugi e annunciano l’alleanza in Toscana e nelle Marche, due Regioni a loro modo simbolo della crisi d’identità del centrodestra. Nelle Marche Area Popolare (Ncd e Udc) e Forza Italia sosterranno Gian Mario Spacca, governatore uscente di centrosinistra che ha sì fatto il salto della quaglia, ha sì accettato il sostegno di FI, purché però - sono parole sue - Berlusconi non partecipi alla sua campagna elettorale. Quanto alla Toscana, poi, per Giorgia Meloni e Matteo Salvini è una sorta di terra di perdizione, in cui FI non ha mai fatto vera opposizione; ha dato i natali a Renzi e a Denis Verdini e, di conseguenza, anche a quel Patto del Nazareno che ai due partiti di destra ha sempre fatto francamente e mal celatamente schifo. Naturale che in una Regione in cui il centrodestra si presenta più che frammentato, balcanizzato, si fosse lo spazio per varare un progetto pilota in grado di essere riproposto in futuro sia sua base locale che nazionale. Nel giorno in cui l’Italila celebra il 25 Aprile, Giorgia Meloni e Matteo Salvini lanciano quindi il «Fronte di Liberazione» da Matteo Renzi. Un percorso cominciato il 28 febbraio con la manifestazione del leader del Carroccio in piazza del Popolo a Roma con la Meloni convinta nell’aderire e proseguito con il comizio a Venezia della leader FdI benedetto e sostenuto da via Bellerio. Meloni e Salvini spiegheranno il senso politico dell’alleanza in vista del voto del 31 maggio in una conferenza stampa che verrà calendarizzata la prossima settimana. Nel frattempo i due leader spiegano che Toscana e Marche sono il «simbolo della peggiore sinistra» e l’alleanza Lega-FdI «aspira ad essere la base sulla quale costruire una solida alternativa al renzismo». «Nella Toscana del Monte dei Paschi e del Patto del Nazareno, e nelle Marche della crisi della Whirlpool e del trasformismo di Spacca, nasce un polo che può davvero scombinare i progetti di chi pensa di poter imporre ai cittadini ricette indigeribili - spiega la Meloni - Con Fratelli d'Italia e Lega Nord sono moltissime le liste civiche toscane e marchigiane che stanno aderendo a questo progetto, alcune delle quali non legate storicamente all’area del centrodestra». In Toscana il candidato governatore è Claudio Borghi (Lega) che correrà in ticket con Giovanni Donzelli, vincitore delle primarie interne di FdI e candidato alla vicepresidenza della Regione. Nelle Marche, come anticipato da Il Tempo, il candidato presidente è invece Francesco Acquaroli, che risponde a precisi requisiti: giovane, radicato sul territorio e preparato». Con Acquaroli correrà in ticket Luca Paolini. Dei candidati che - spiega la Meloni - «rappresentano la migliore offerta possibile per qualità e radicamento, ma soprattutto una speranza di buon governo per due regioni importanti e strategiche». Nelle altre Regioni i giochi sono fatti. In Umbria tutto il centrodestra correrà per il sindaco di Assisi Claudio Ricci. Idem in Liguria con Giovanni Toti; in Veneto FI e FdI sostengono il leghista Luca Zaia; in Campania tutti con Caldoro, tranne Noi con Salvini che non si presenta. La Puglia invece è una storia a parte.

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