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La Ue lascia sola l’Italia sugli immigrati

Renzi: "Grandi risultati". Cameron lo gela: "Va bene soccorrerli ma non mandateceli" LEGGI ANCHE  Ma le proposte di Renzi e Mogherini assomigliano a quelle di Salvini

Ma sull’ipotesi che l’Europa si attivi per bombardare le imbarcazioni, Tripoli alza la voce: «Il governo di Tripoli non accetterebbe mai che l’Europa bombardi presunte basi di trafficanti di umani» ha detto il ministro per gli Affari esteri del governo libico, Muhammed el-Ghirani. Alla fine anche il ministro dell’Interno italiano Angelino Alfano è costretto ad ammettere: «L’Italia sta reggendo da sola» l’urto del flusso di migranti in arrivo dalla Libia ed è «pronta a reggerlo» anche in futuro. Alfano aggiunge che attualmente nei centri di accoglienza italiani sono presenti e sono stati accolti 70mila migranti tra richiedenti asilo e altri stati di protezione umanitaria più 13mila minori non accompagnati. Il responsabile del Viminale non esita a ribadire che il nostro Paese sostiene pressioni da sola: «Le nostre strutture stanno reggendo questa grandissima pressione, una situazione figlia di ciò che sta accadendo in Libia perché occorre ricordare che l’Italia ha fin qui pagato da sola il conto prima dell’azione militare della Comunità internazionale e poi dell’inerzia della stessa Comunità internazionale». Ma la presa di posizione più eclatante è quella della Gran Bretagna: disponibilità ad offrire mezzi, ma non a ospitare immigrati. Il primo ministro inglese, David Cameron, lo dice senza giri di parole: «Offriamo uno dei pezzi forti della Royal Navy, la nave portaelicotteri Bulwark, tre elicotteri e due pattugliatori» ma a condizione «che le persone salvate saranno portate nel Paese sicuro più vicino, probabilmente in Italia, e che non chiederanno asilo nel Regno Unito», ha detto. Il punto centrale della discussione è quello del soccorso in mare visto che Mare nostrum prevedeva che le azioni di ricerca e salvataggio si spingessero quasi fino alle coste libiche, è stata sostituita da Triton, che, però, è una missione di sorveglianza delle frontiere marittime, limitata a poche decine di miglia dalle acque costiere italiane. La bozza del testo che in discussione prevede un potenziamento dei fondi destinati alla missione, ma non una mutazione del mandato, né un aumento del raggio d’azione. È solo previsto un collegamento con Poseidon, missione analoga applicata al largo delle coste greche. La maggior parte dei Paesi, infatti, ritiene che estendere le operazioni di soccorso possa rappresentare un incentivo per i trafficanti di immigrati. Ma si parla anche della distribuzione dei migranti tra i vari Stati della Ue: nonostante alcuni Paesi abbiano dichiarato di essere disponibili a ospitare una quota dei rifugiati che ora si trovano nelle strutture italiane, l’ipotesi di una divisione automatica in base alla ricchezza e alla popolazione di ciascun membro europeo è rinviata a maggio. Poi c’è la questione delle azioni contro gli scafisti: il Consiglio Ue darà mandato a Federica Mogherini, Alto rappresentante per la Politica Estera, di tracciare le linee di una missione europea che preveda la distruzione delle imbarcazioni intercettate in mare, ma per un’azione preventiva è necessaria l’autorizzazione dell’Onu e l’ok della Libia che, come detto, è contraria.

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