Politica

Il Cav prepara Forza Italia "americana"

George Bush jr consulente per un partito moderato come quello repubblicano I parlamentari dovranno cercare fondi: "Vi spiego io come dovete fare"

Ricerca di volti nuovi – e bravi a reggere l’impatto con le telecamere – da mandare in tv, un partito modellato su quello dei «moderati» americano e soprattutto tutti a darsi da fare per rimpolpare le casse di un partito ormai in agonia finanziaria. Sono le linee guida dei ragionamenti che Silvio Berlusconi ha fatto ai suoi parlamentari nella due giorni che ha dedicato a incontrarli. Il tentativo del Cavaliere, sempre più innervosito dalle liti e dalle tensioni all’interno di Forza Italia, è quello da una parte di ricompattare il partito, dall’altra quello di «svecchiarlo» e prepararlo al post elezioni regionali, quando ci sarà da tirare le somme del voto e prepararsi a una nuova stagione politica. Per questo l’idea di Berlusconi – in realtà inseguita da tempo – è quella di un partito più «leggero», che abbia un volto «moderato» come quello repubblicano degli Stati Uniti. Per questo avrebbe anche annunciato che si avvarrà della consulenza di un big del partito dell'elefante, l'ex presidente degli Stati Uniti, George Bush junior, con cui ha sempre avuto un feeling particolare quando era a palazzo Chigi, a partire dal 2001. E soprattutto ascolterà i suoi consigli per impostare anche la campagna per le regionali sullo stile «americano», soprattutto per quel che riguarda la raccolta di fondi per il partito. E questa è la nota dolente perché Forza Italia è in bolletta, il Cavaliere non ha più voglia di finanziamenti a pioggia. Dunque basta sprechi e soprattutto deputati e senatori si diano da fare per raccogliere fondi. E Berlusconi ha promesso che farà una serie di iniziative proprio per spiegare come si fa. Iniziative e manifestazione elettorali che si svolgeranno rigorosamente in posti chiusi per le minacce che gli sono arrivate. L’allarme è scattato per una telefonata arrivata al 117, il pronto intervento della Guardia di Finanza, nella quale un uomo con accento arabo ha detto che avrebbero ucciso Berlusconi. Così è stato predisposto il piano di sicurezza. Il Cavaliere comunque sfrutterà molto anche le apparizioni in tv con l’obiettivo di riequilibrare il vantaggio che Renzi ha nei suoi confronti. Il premier è intorno al 32%, io ho il 23%, ha spiegato il leader di Forza Italia, ma lui è sempre in tv e io no, aspettate che rientri in campo come si deve e vedrete. Ma Berlusconi è apparso anche molto preoccupata per la situazione in Libia e la tragedia dei migranti. Andare a distruggere o bombardare le imbarcazioni non va bene, è stato il messaggio dell'ex premier, non solo perché si rischiano vittime innocenti (basti pensare alla possibilità che i disperati vengano usati come scudi umani) ma perché si danneggerebbe l'economia rivierasca, dando un colpo finale alla possibilità di ripresa della popolazione di un Paese dove è sempre più difficile tenere a bada le 105 etnie che lo compongono. Unica soluzione del problema sarebbe una missione sotto l'egida dell'Onu in cui ogni Paese coinvolto manda un certo numero di militari a controllo delle coste libiche. E per questo ieri sera, intervenendo a Milano al vertice del Ppe, ha detto di essere favorevole alla proposta uscita dal vertice Ue di «quote da ripartire proporzionalmente fra tutti i paesi per dare accoglienza ai richiedenti asilo».

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