Politica

Sallusti: «Io sindaco di Milano? Roba da pazzi»

Il nome del direttore de Il Giornale spunta come possibile successore di Giuliano Pisapia

Alessando Sallusti, direttore de Il Giornale, respinge fermamente l'ipotesi di una sua candidatura a sindaco di Milano, boccia Pisapia, scarta l'idea Salvini e fa un suo nome per la poltrona di primo cittadino.        Tra i possibili candidati, nel 2016, a sindaco di Milano si fa anche il suo nome. Le fa piacere essere in questa rosa?  «Mi fa sorridere, è come se mi proponessero di giocare nella Juve. Tutto nasce da una frase di La Russa in un’intervista, ma si trattava di una chiara provocazione per sottolineare l’impossibilità nel centro-destra di trovare un candidato condiviso, evidenziando così la necessità di andare a cercare al di fuori del recinto della politica. L’ipotesi non esiste, voglio finire la mia carriera nel giornalismo, se dovessi cambiare idea vi prego di farmi internare».     La Russa in quell’intervista disse che il suo nome avrebbe potuto essere utile per «superare gli egosmi di parte». «Esatto, perché il problema del centro-destra è che al suo interno dominano ancora invidie, rancori e gelosie che si sono accumulati in 20 anni di cavalcata, trainati dal brand Berlusconi. I veti incrociati possono favorire una soluzione esterna, magari scegliendo uno che sta sulle palle a tutti e che non può innescare ostilità. Il candidato di solito è quello più odiato da tutti».     Dopo Feltri, candidato presidente della Repubblica da Salvini e dalla Meloni, ecco il nome di un altro giornalista. Che vuol dire? «Un brutto segnale, anche se quella era una candidatura di bandiera, mentre il candidato sindaco di Milano deve vincere e poi saper governare. I giornalisti sono sicuramente più amati dei politici, la storia della politica è fatta anche da giornalisti, alcuni veri, altri presunti. Spadolini, ad esempio, prima di diventare uno statista, era un giornalista».     Anche Mussolini era un giornalista… «Sì, faceva parte di quelli veri e non di quelli presunti».     Qualcuno come Marrazzo non ha avuto grandi risultati. «In molti si sono persi, come Badaloni, adesso vedremo cosa farà Giovanni Toti, lui è molto convinto di questa scelta».     Crede che Toti abbia possibilità alle regionali in Liguria? «I sondaggi sono impressionanti, la Liguria era data praticamente per persa, come la Toscana, invece sta rimontando. Non so se sia bravo, ma i risultati al momento gli stanno dando ragione».     L’ha sorpresa la decisione di Pisapia di non ricandidarsi? «Non più di tanto, non è stato un grande sindaco, la Milano di oggi è migliore di quella di qualche anno fa perché sono andati in porto progetti avviati da altri sindaci. Il giudizio politico è insufficiente, ma Pisapia è una persona seria. Lui non sopporta il renzismo e ha capito che l’aria è quella. Penso anche che fare il sindaco non sia un ruolo che lo abbia entusiasmato».     Chi candiderebbe come sindaco di Milano? «Ci sono nomi interessanti, io candiderei Claudio De Albertis (presidente dell’associazione dei costruttori di Milano, Lodi e Monza e Brianza ndr), è un manager dotato di grande cultura e dinamismo».

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