Le opposizioni vanno sull’Aventino e a rincarare la dose ci pensa il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi: «Onestamente non capisco l’atteggiamento delle opposizioni che abbandonano i lavori, perché avviene così: la maggioranza esprime la sua linea politica. Credo che in realtà abbiano poca dimestichezza con le regole della democrazia, non capisco questo atteggiamento». Renato Brunetta (Fi) annuncia: «Noi dichiareremo l’inaccettabilità della posizione del Pd di sostituire la propria minoranza in commissione. Lasceremo al Pd tutta la responsabilità di approvarsi in commissione l’Italicum blindato, a disonore del Partito democratico stesso». Un Aventino, quello dei berlusconiani, che arriva all’indomani del turn over in casa dem: in dieci, infatti, sono stati mandati via dalla commissione Affari costituzionali, dove la riforma elettorale è approdata per la discussione sugli emendamenti (97) prima di arrivare in aula (lunedì 27 aprile). I deputati sostituiti sono tutti estranei all’area renziana. Anzi: sono tutti critici, ormai da mesi, sull’Italicum. Ma la decisione, oltre a far salire in trincea il M5S che minaccia di non partecipare ai lavori della commissione, rischia di allargare ulteriormente la frattura interna ai dem con una buona fetta della minoranza pronta al contrattacco direttamente in aula. A ruota, anche Sel annuncia l’abbandono della commissione. Lo scrive su Twitter il capogruppo Arturo Scotto: «Renzi tratta la commissione come una sezione Pd. La sostituzione è un atto grave. Sel non partecipa a farse. Lasciamo i lavori e ci vediamo in aula». Cambia idea, invece, Scelta Civica che alla fine rimarrà in commissione per difendere i propri emendamenti. Viene così superata, alla luce di una riflessione nel partito, l’ipotesi circolata ieri di abbandonare i lavori. I renziani vanno all’attacco per bocca di Lorenzo Guerini, vicesegretario del partito: «C’è molta strumentalità. La voglia di fare cagnara intorno a questo passaggio non credo sia un servizio al lavoro parlamentare nè al Paese». Per tutta risposta, la Lega - e poi anche Fratelli d’Italia - si schiera con le altre opposizioni. A questo punto la mossa finale del governo per evitare di venire battuto in aula alla Camera sull’Italicum potrebbe essere la fiducia su ogni singolo articolo del testo. L’idea sarebbe di porre non una sola fiducia sul testo complessivo ma quattro distinte fiducie (gli articoli dell’Italicum sono infatti quattro) eliminando quindi la possibilità di voto segreto su singoli emendamenti. Ma Forza Italia insiste sull’ipotesi di voto segreto e nel caso sarà difficile per la Boldrini negarlo.
E Renzi si vota l’Italicum da solo
Guerra dentro il Pd per la sostituzione dei deputati dissidenti. Le opposizioni salgono sull’Aventino. Il premier tira dritto, sarà fiducia LEGGI ANCHE Il precedente della "legge truffa"
