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Debutta Casaleggio jr, il «trota» dei grillini

Prima uscita pubblica per Davide Casaleggio, il figlio del cofondatore del M5S Gianroberto Casaleggio, ieri a Bruxelles per un convegno sulla democrazia diretta. Appuntamento a cui, da principio,...

Prima uscita pubblica per Davide Casaleggio, il figlio del cofondatore del M5S Gianroberto Casaleggio, ieri a Bruxelles per un convegno sulla democrazia diretta. Appuntamento a cui, da principio, avrebbe dovuto prender parte il padre, poi sostituito in corsa da colui che molti vedono come il «delfino», in passato al centro delle polemiche proprio per il suo ruolo all’interno del M5S. Non a caso Davide Casaleggio, nel corso del suo intervento, ha provato a «smorzare» le polemiche sul suo ruolo all’interno del partito di Beppe Grillo. «Per quanto riguarda il mio ruolo nel M5S, io sono qui su invito, a titolo privato - ha specificato - non ho nessun ruolo elettorale nel Movimento ma solo di aiuto tecnologico al sistema. Probabilmente continuerò ad avere questo ruolo anche in futuro, lo rivesto dal 2005, da quando abbiamo lanciato questa avventura. Non ho mai cambiato la mia posizione nel M5S». All’incontro sulla e-democracy, in un fluente inglese, Casaleggio jr ha ripercorso tutte le tappe che hanno visto la nascita del M5S. «Internet sta cambiando le regole - ha sottolineato - il modo in cui vediamo la democrazia e la politica. Il M5S nel 2013 si è presentato per la prima volta alle elezione raccogliendo oltre 8 milioni di voti. È un Movimento italiano che si fonda su alcuni principi», tra questi «l’eliminazione dell’intermediazione, la democrazia diretta (votiamo tutto quel che possibile), una struttura che va dal basso verso l’alto. È il Movimento che decide per tutto, è la Rete, stabilisce dai candidati alla leggi». Il Movimento va avanti «senza soldi», con il dogma «niente soldi: non abbiamo nemmeno una tesoreria». «Tutto è iniziato con un blog nel 2005, il blog di un comico famoso - racconta Davide Casaleggio ai presenti - cacciato via dalla tv nazionale negli anni '90, buttato fuori dalla Rai per una battuta sul partito dei socialisti. Quindi, usando internet», Beppe Grillo «é riuscito a ristabilire una comunicazione con la gente», iniziando successivamente «a usare tutti gli strumenti della democrazia diretta».

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