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Il governo rinvia ancora i decreti per la riforma del catasto

Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Non ci sarà il decreto per avviare la riforma del Catasto e quello sulle sanzioni penali del fisco ritirato dopo le polemiche sull’impatto che la norma...

Non ci sarà il decreto per avviare la riforma del Catasto e quello sulle sanzioni penali del fisco ritirato dopo le polemiche sull’impatto che la norma per la soglia di non punibilità sotto il 3% avrebbe avuto per la condanna di Berlusconi. Però il pacchetto dei decreti legislativi in attuazione della delega fiscale che sarà esaminato nel Consiglio dei ministri di oggi, sarà corposo. Finora il governo è andato avanti a rilento. Il punto di partenza è la legge 23 del marzo 2014 che dava al governo una delega per la realizzazione di un «sistema fiscale più equo, trasparente e orientato alla crescita». Una delega da attuare entro il 26 marzo 2015 na che finora ha avuto una serie di rinvii tra polemiche e battute d’arresto. Ora però almeno per una parte delle norme sembra arrivato il momento del parto. La maggior parte delle misure ha come destinatari le imprese ma avranno comunque un impatto indiretto anche sui contribuenti. È il caso dell’estensione dal 2017 della fattura elettronica in modo volontario anche ai privati. Ora è prevista per la pubblica amministrazione. La prima conseguenza è che lo scontrino fiscale diventerà facoltativo. Per le imprese che hanno un rapporto telematico con il fisco, gli scontrini non avranno più un valore fiscale ma potranno essere emessi solo per altri fini come la certificazione di una spesa fatta. Le ricadute per i contribuenti saranno numerose. Alcune spese effettuate con fattura elettronica, come le visite mediche da uno specialista privato, saranno direttamente conteggiate nel 730 precompilato. Inoltre in un prossimo futuro potrebbero andare in soffitta i registratori di cassa che verrebbero sostituiti da Pos e tablet. Le imprese che adottano la e-fattura, inoltre, avranno priorità nei rimborsi fiscali (3 mesi) e altri benefici burocratici, dallo spesometro alle comunicazioni delle black list. Per le aziende, poi, arrivano le norme di fisco internazionale (ruling) e quelle che introducono in Italia l'Abuso di Diritto. Serviranno a dare certezze, così, come la «cooperative compliance» prevista solo per le grandi imprese, sopra i 10 miliardi di fatturato, ma che nel lungo termine interesserà anche le società più piccole. Dietro la definizione inglese si nasconde un piano di «tutoraggio» da parte dell'Agenzia delle Entrate, che affiancherà con dipendenti specializzati i «grandi contribuenti» che lo richiederanno per guidarli ad un corretto adempimento degli obblighi fiscali. L’obiettivo del governo è di snellire la burocrazia e facilitare il rapporto con il fisco. I tempi non sono brevi e l’operatività dei nuovi meccanismi è tutta da verificare. Resta sospesa la cruciale riforma del catasto a lungo rinviata.

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