Politica

Avvertite il comandante, lo cerca Il Tempo

Da due giorni l'assenteista Raffaele Clemente non risponde a telefonate e sms

Chi ha visto Raffaele Clemente? Praticamente il comandante della polizia municipale di Roma è diventato un fantasma. Al telefonino è sempre irraggiungibile, ai messaggi non risponde mai. La figuraccia dei vigili di scorta a Ignazio Marino, che per quattro ore hanno fermato giornalista e fotografo del Tempo davanti al barbiere del sindaco, ha messo in imbarazzo anche lui? Non si sa. Sta di fatto che il numero uno di via della Consolazione non parla, o almeno è impensabile fargli dire qualcosa sulla questione. È mai possibile? Il calendario deve tornare indietro di due giorni, a sabato pomeriggio. Alle 20.15 Clemente viene chiamato dalla redazione. Lo smartphone è spento. Alle 20.55 è il direttore del Tempo Gian Marco Chiocci a cercarlo. Ma niente. Due minuti dopo è sempre lui a inviargli un sms: «Buonasera comandante, sono il direttore de Il Tempo Gian Marco Chiocci. Per favore, è urgente».Urla nel silenzio. Il giorno dopo, cioè ieri. Ore 16.49, prima chiamata a vuoto. 18.45, un altro sms dal giornale: «Le volevamo chiedere una spiegazione di quanto accaduto ieri sera con la scorta dei vigili al sindaco che ha fermato per quattro ore un nostro giornalista e il fotografo. Può richiamarci quando vuole. Grazie». Tentativo fallito. Poi è una raffica di chiamate: alle 17.10, alle 19.48, alle 20.17 e alle 21.11. Il cellulare di Raffaele Clemente è sempre spento. Lui non risponde mai. Ed è così che quegli sforzi di mettersi in contatto diventano domande. Può lasciare il suo posto di lavoro un dirigente super pagato con le tasche dei romani 170.011 euro lordi all’anno? Si sa, non è consigliabile parlare di quello che ha fatto il proprio datore di lavoro, in questo caso il sindaco. Specie se la vicenda ha sollevato un polverone di polemiche, Marino è passato per un irascibile e i vigili che devono prestare solo un «supporto logistico», tipo preoccuparsi della ruota bucata, hanno mostrato i muscoli facendo gli sceriffi in un Paese senza indiani. Clemente non deve rappresentare l’operato del primo cittadino, ci mancherebbe. Però dire se i suoi uomini hanno fatto bene il loro lavoro è una valutazione che poteva fare e che il comandante deve saper dire. In qualsiasi momento. Sembra però che in questa vicenda il capo del Corpo sia stato un po’ "assenteista".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.