Pedaggio a Roma sì, ma dopo il potenziamento dei mezzi pubblici. Rosario Cerra, presidente di Confcommercio Roma, non ha dubbi: «In linea generale è anche accettabile l’idea di far pagare l’ingresso nella Capitale e per poter circolare e ci sta anche che a pagarlo siano i romani, del resto questo già si fa all’estero». Ma, «il presupposto dal quale non si può prescindere è che l’Amministrazione dia la possibilità ai cittadini di arrivare in città servendosi dei mezzi pubblici». E questo presupposto deve essere reale, nel senso che «prima si potenziano i mezzi e si aumentano le corse e poi, soltanto poi, si chiede ai romani di pagare». Non il contrario. Storce la bocca, invece, Cerra, quando gli si ricorda che il nuovo piano del traffico, proposto dall’assessore comunale alla Mobilità Guido Improta, «impone» ai cittadini di cambiare la macchina se non possiedono almeno una vettura euro tre. «Questo è un po’ più grave – spiega il presidente Confcommercio - perché si presume che chi abbia un’automobile euro tre non sia esattamente un benestante e quindi potrebbe avere grossi problemi a cambiare l’auto da un giorno all’altro». Semmai, «sarebbe più opportuno pensare ad un sistema tariffario per cui chi possiede una macchina di grossa cilindrata paghi di più rispetto a chi possiede un’utilitaria». Arrivare, dunque, ad un pedaggio, ma in modo graduale e senza pesare troppo sulle tasche, già molto appesantite, dei cittadini.
«Potenziare prima i trasporti»
Damiana Verucci Pedaggio a Roma sì, ma dopo il potenziamento dei mezzi pubblici. Rosario Cerra, presidente di Confcommercio Roma, non ha dubbi: «In linea generale è anche accettabile l’idea di far...