Le sfumature dei volti alla lettura dell’apertura de Il Tempo vanno dall’incredulo all’arrabbiato nero. I romani residenti aldilà dell’anello ferroviario non hanno affatto gradito le modifiche sostanziali al Piano traffico varate dal Campidoglio e in particolare l’aspetto che inciderà sulle casse famigliari, cioè la tariffa da pagare per entrare a Roma: Ztl allargata a quasi tutta la città ed estesa a tutti, residenti e non. Le tariffe vanno da 1 a 3 euro a seconda del veicolo posseduto. Una rivoluzione che non piace proprio a nessuno. Da Nord a Sud la presa di posizione contro quest’atto, definito capestro, è unanime. I cittadini chiedono a Marino un passo indietro. «Io risiedo a Grottarossa e lavoro a via Labicana. Una volta esauriti questi fantomatici bonus (che coprono due mesi lavorativi), dovrò pagare. Pagare non solo il parcheggio dove lasciare l’auto, ma anche il pedaggio per arrivare a lavoro. Tanto vale licenziarmi, se a fine mese devo rimetterci non vale la spendere soldi, tempo e arrabbiature varie», dice Giovanni, uno dei tanti residenti che vivono oltre confine con un impiego in una delle zone centrali della città. «Premetto che sono convinta che questa decisione non entrerà mai in vigore, perché significherebbe provocare noi romani già ampiamente martoriati. Però se Marino vuole la rivoluzione civile, basta dirlo», fa sponda Luisa da Pietralata. Per lei, residente nella regione d’origine, le Marche, e con una Seicento del 2008, la stangata sarebbe doppia: nessun bonus e una batosta da pagare per un veicolo euro 2. I conti vengono presto fatti. «Io sono una commessa e guadagno 950 euro al mese. Secondo la decisione del Comune non ho diritto ad alcuno sgravio, quindi pagherò 3 euro al giorno per 22 lavorativi: 66 euro, solo per recarmi a lavoro. Poi dobbiamo aggiungere il parcheggio, a 1,50 euro per 90 minuti, io spenderò una media che va dai 6 ai 7 euro al giorno, se li moltiplichiamo per i turni lavorativi mensili si arriva a circa 135 euro. A conti fatti - prosegue Luisa- dai 950 di stipendio devo sottrarre 200 euro per recarmi a lavoro. Capite che è una follia pura! A me, come penso a molti altri impiegati con famiglia, 200 euro al mese fanno la differenza e pure tanto!», conclude la commessa. «Marino fa di tutto per farsi mandare a casa a calci nel sedere. Da romano dico a un non romano di mollare, perché siamo buoni ma la pazienza ha un limite. Abbiamo mal digerito la Ztl per motorini al tridentino, ma questa non la faremo passare liscia» dice un automobilista sulla Trionfale. «Le persone non hanno lavoro e Marino fa di tutto per far perdere quel poco che c’è in giro. Prima di votare un provvedimento simile, il sindaco avrebbe dovuto rivoluzionare il sistema di trasporto pubblico, rendendolo più pulito, efficiente e puntuale! Solo così, forse, ci convincerà a prendere l’autobus», fa notare un’anziana nei pressi della stazione Tiburtina. Se Marino cercava un altro pretesto per inimicarsi i romani, c’è riuscito.
L’appello al sindaco: «Faccia un passo indietro»
Francesca Pizzolante Le sfumature dei volti alla lettura dell’apertura de Il Tempo vanno dall’incredulo all’arrabbiato nero. I romani residenti aldilà dell’anello ferroviario non hanno affatto...