Politica

Pd sul piede di guerra. E Renzi vola da Obama

Il premier alla Casa Bianca. All'ordine del giorno: economia, terrorismo, Ucraina, Russia ed emergenza immigrazione

Incassato il sì del gruppo Pd alla Camera sulla legge elettorale (sia pur con la mancata partecipazione al voto delle minoranze), Matteo Renzi vola negli Usa. In Italia è guerra nel Pd sull'Italicum, ma il premier lascia l'Europa per incontrare Barack Obama. La linea intransigente di Renzi ha avuto la meglio, ma 120 su 310 dem hanno scelto di non votare (190 i sì). Arriva oggi a Washington per una visita di due giorni. Il premier incontrerà domani Obama mentre oggi terrà un discorso alla Georgetown University. L'appuntamento è fissato per le 16.30 (le 22.30 in Italia). Stasera sarà ospite invece di un ricevimento a Villa Firenze, la residenza dell'ambasciatore italiano a Washington, Claudio Bisogniero. Terminato il ricevimento, dormirà alla Blair House la foresteria della Casa Bianca dedicata agli ospiti di Stato. Obama lo vedrà solo domattina. Renzi ricambia la visita ricevuta quasi un anno fa, il 27 marzo 2014, del leader Usa a Roma. L'incontro è fissato alle 10.25 (le 16.25 in Italia). Il colloquio si svolgerà nello studio Ovale. Al termine, i due terranno una conferenza stampa congiunta nel Rose Garden. Prima di imbarcarsi per tornare in Italia, Renzi farà poi ancora un incontro: vedrà l'editorial board del Washington Post, lo storico quotidiano acquistato tempo fa dal fondatore di Amazon, Jeff Bezos. Recentemente, nella redazione della autorevole testata americana, il numero degli sviluppatori del sito è passato da 16 a 47 ed è stata così abbattuta la tradizionalmente rigida separazione tra tecnici e giornalisti. Chissà che Renzi non sia a caccia di idee da importare in Italia. I temi all'ordine del giorno. Il premier si dedicherà a temi di respiro internazionale. Sul tavolo ci sono la vicenda ucraina, i rapporti con la Russia e poi il terrorismo, la Libia, e in generale la crescente instabilità nel Mediterraneo e nel Medioriente. Se a Obama interesserà un impegno più duro dell'Italia sui rapporti con Mosca, in relazione all'applicazione degli accordi di Minsk per l'Ucraina, al premier italiano preme innanzitutto mettere sul tavolo le crisi del Mediterraneo: in primo luogo la situazione libica seguita dall'emergenza umanitaria siriana e dell'esodo verso l'Europa che tutto questo sta provocando. Il pericolo Isis sempre più concreto, questioni molto legate al tema della difesa dell'Europa che facilmente porteranno a una nuova sottolineatura del ruolo nella Nato dell'Italia che dell'Alleanza atlantica è uno dei maggiori contributori. Tra gli altri temi sul tavolo per Renzi e Obama, poi, la crescita economica in Europa con le turbolenze greche, la sicurezza energetica (che da tempo è al centro di un vasto piano in corso di elaborazione a Bruxelles) e i cambiamenti climatici. Appare improbabile invece che possa trovare spazio la richiesta del comitato "Una chance per Chicò" che sostiene la campagna in favore di Enrico Forti, un italiano detenuto negli Stati Uniti per omicidio. Il comitato vorrebbe che Renzi intervenisse presso Obama per arrivare ad un'istanza ufficiale di revisione del processo.

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